Tagli alla scuola? solo quella pubblica

Scuola

L’Onda pare si sia ritirata ormai da un pezzo ma la riforma Gelmini non è cambiata molto. I sindacati confederali si sono accontentati delle briciole e solo i Cobas continuano ad opporsi al previsto taglio di 57.000 posti di lavoro per il prossimo anno, 134.000 in tre anni, mentre l’Università italiana viene lasciata alla fame e venduta agli interessi privati, con il rischio che venga eliminata un’intera generazione di ricercatori. Ma intanto alla Camera la maggioranza di governo propone di dare più soldi alle scuole private

Tremonti aveva tagliato una parte dei fondi destinati alle scuole private con la legge finanziaria 2009, ma ora tre mozioni approvate alla Camera chiedono al governo di creare strumenti legislativi per una spesa che potrebbe arrivare a 500-600 milioni di euro, finanziando buoni scuola per l’iscrizione e la frequenza nelle scuole paritarie e detrazioni fiscali a favore delle famiglie che iscrivono i figli, calibrate a scalare per i redditi più bassi. Una battaglia da sempre al centro degli interessi della Chiesa Cattolica che la maggioranza, come sempre, è ansiosa di compiacere. E così mentre per la scuola pubblica e le università non ci sono soldi e il governo decide tagli drastici secondo i parlamentari della maggioranza bisognerebbe trovare il denaro per finanziare l’istruzione privata con i soldi di tutti, anche se, secondo l’articolo 33 della Costituzione, le scuole private non dovrebbero comportare oneri per lo stato
Ma per gli amici il denaro si trova sempre. Per le scuole private come per finanziare a fondo perduto banche e grandi gruppi industriali. Ma per la scuola pubblica, che dovrebbe essere un’istituzione fondamentale e strategica del paese, i soldi invece non ci sono mai
Francesco Defferrari
 

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