L’ennesimo scandalo

Il ministro ScajolaL’ennesimo scandalo del governo Berlusconi riguarda il ministro Scajola, che avrebbe utilizzato soldi del costruttore Anemone per comprare il suo lussuoso appartamento a Roma, a due passi dal Colosseo. Ma del resto è difficile trovare un componente di questo esecutivo che non sia stato coinvolto in qualche scandalo. Anche se ministri, sottosegretari e parlamentari sono comunque dilettanti rispetto a Berlusconi, che di scandali ne ha collezionati una sfilza infinita.

E’ difficile infatti ricordarli tutti, dalla corruzione per acquisire la Mondadori alla tangenti alla guardia di finanza, dai diritti televisivi Mediaset fino ai sospetti di un patto con la mafia durante la nascita di Forza Italia emersi con il processo Dell’Utri, e gli scandali di natura privata come quelli delle escort a Palazzo Grazioli. Il premier in carica è stato coinvolto in 23 diversi procedimenti giudiziari, un fuoriclasse rispetto ai politici della sua maggioranza che al massimo ne hanno collezionati 2 o 3.
Il già citato Dell’Utri e Cosentino per concorso esterno in associazione mafiosa, Bertolaso per la gestione dei rifiuti in Campania e del G8 a L’Aquila, Gianni Letta per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa, il ministro della Giustizia Angelino Alfano per abuso d’ufficio. Ci sono poi casi forse non penalmente rilevanti ma comunque eticamente rilevanti, come i rapporti d’affari passati del presidente del Senato Schifani con persone in seguito arrestate per mafia. O l’acquisto di massicce e inutili dosi del vaccino per l’influenza H1N1 decisa dai ministri Sacconi e Fazio. E i conflitti di interesse palesi, come il fatto che la moglie del ministro Sacconi fosse presidente di Farmindustria, o il fatto che la famiglia del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo abbia interessi nel Polo Petrolchimico di Siracusa, uno dei distretti industriali più inquinanti d’Italia. Ma anche qui non c’è nulla di cui stupirsi, visto che il maestro dei conflitti di interesse è proprio il premier in carica Silvio Berlusconi. 
L’unico esponente della maggioranza che finora si sia dimesso è il senatore Di Girolamo, arrestato per associazione a delinquere con la ‘ndrangheta e sospettato di essere stato eletto proprio con i voti dell’organizzazione mafiosa calabrese. Quando si è dimesso, la maggioranza lo ha applaudito per dimostrargli il proprio sostegno. Ognuna di queste vicende in un paese normale avrebbe portato a una grave crisi di credibilità del governo e probabilmente alle dimissioni del ministro coinvolto o dell’intero esecutivo. 
Ma si sa che questo in Italia non può accadere, perché il potere di questa maggioranza è legato a doppio filo con il potere mediatico di Berlusconi, che ne ha abbastanza per nascondere le notizie scomode o perlomeno farle passare in secondo piano. 
E così i pochi spazi di informazione libera rimasti in Italia non possono far altro che registrare l’ennesimo scandalo, ben sapendo che la maggioranza al potere come al solito non ne pagherà le conseguenze come dovrebbe. 
Eppure bisogna continuare a ripeterlo e ricordarlo, per quanto possa sembrare soltanto inutile e stancante. E’ la minima, necessaria resistenza morale di fronte all’impunità del Potere nell’Italia conquistata e dominata da Berlusconi. 

Francesco Defferrari

 
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