Fatta la legge, trovato l’inganno

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regolarizzazionebadanti110709La destra al governo doveva per forza soddisfare gli impulsi razzisti della Lega. Soprattutto dopo i risultati delle ultime elezioni in cui il partito di Bossi è cresciuto, conquistando voti anche in regioni non del Nord. Così è arrivato il decreto sicurezza, che di fatto autorizza a multare, arrestare e deportare persone che da anni lavorano in Italia e sono clandestini.

Se un provvedimento del genere arriva da una maggioranza che si professa cattolica è già di per sé un controsenso, ma è solo uno dei tanti della destra atipica italiana. Però, dopo aver accontentato la Lega, averle lasciato la soddisfazione di dire che il decreto non permette più all’Italia di essere il territorio che accoglie gli immigrati del sud del mondo, bisognava per forza porre un rimedio. Così ecco che arriva un testo provvisorio per la regolarizzazione selettiva di colf e badanti. Due pagine e mezza per un articolo di legge diviso in tredici commi.
Un testo che arriverà in Parlamento come emendamento al decreto anticrisi e che, dopo un incontro tra vedute diverse dei ministri Roberto Maroni e Maurizio Sacconi, prende il nome magico di “regolarizzazione selettiva”. Perché anche le parole, per questa destra al governo, hanno un loro peso importante. Quindi nessuna “sanatoria”, solo una regolarizzazione per le 500mila badanti clandestine che sono in Italia.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi sembrava soddisfatto l’altro giorno, quando in un’intervista al Giornale RadioRai annunciava che era stata trovata una soluzione al grave problema creato dal decreto sicurezza. Le esigenze della Lega di chiudere le frontiere a chi non fosse in regola erano state rispettate, così come l’istanza sollevata dal sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi (e sostenuta dal mondo cattolico) di trovare un inquadramento a quelle collaboratrici familiari irregolari senza le quali l’Italia andrebbe in tilt da domattina.
Soprattutto sono in salvo i voti dei tanti che a casa hanno un anziano o dei bambini da accudire e senza le cure di colf e badanti non saprebbero come andare avanti.
Il provvedimento sarà quindi inserito come emendamento del decreto anticrisi e dovrebbe approdare in aula già il 20 luglio prossimo.
Per regolarizzare il lavoratore in nero basteranno 500 euro e, grazie a questa autodenuncia e emersione dal sommerso, saranno automaticamente escluse “sanzioni penali, civili e amministrative connesse al rapporto di lavoro irregolare”.

Nessun problema, quindi, se per anni quello stesso lavoratore era in nero. D’altronde anche questo fa parte dell’insano mondo del lavoro italiano. Anzi, il provvedimento potrebbe dare una mano a tutte quelle famiglie che avevano già provato a regolarizzare badanti e colf per via telematica, con i “click day”. Le due procedure sono indipendenti, perciò chi ancora aspetta una risposta (le domande sono state oltre 300 mila) può decidere di continuare ad attendere o, se il lavoratore da assumere possiede i requisiti (è irregolare ed è già in Italia, come capita sempre) i suoi datori di lavoro potranno procedere con la “regolarizzazione selettiva”, pagando il contributo previsto.

Le domande dovranno, probabilmente, essere presentate fra il 1 e il 30 settembre e l’intera operazione porterà nelle casse dell’Inps almeno 150milioni di euro. Alcune stime prevedono poi che ogni mese saranno versati solo di contributi previdenziali oltre 45milioni di euro, mentre il gettito fiscale annuale è stimato intorno a 400 milioni di euro all’anno.
L’extracomunitario va punito, però se riesce a portare allo Stato qualche piccolo guadagno ecco che all’improvviso ci sono strati di bende a tappare gli occhi.

 
Marianna Lepore