In gioco c’è l’acqua

liberalizzazioneacquaOggi pomeriggio, alle 15, ci sarà un nuovo scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Perché i deputati saranno chiamati a votare il decreto Salva-infrazioni su cui il governo ha posto la fiducia. Il decreto contiene anche all’articolo 15 la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. E l’opposizione è sul piede di guerra, “parlamento umiliato”.

Il problema non è solo mettere al voto di fiducia un maxiemendamento ed evitare la dialettica in parlamento, ma è quello di eliminare il dibattito su un tema, come quello della privatizzazione dell’acqua, che è molto delicato. Perché se il disegno di legge dovesse passare allora il servizio idrico potrà essere affidato a un privato tramite gara pubblica o anche senza gara ma con l’avvallo dell’Antitrust.
La posta in gioco non è solo la privatizzazione dell’acqua, la posta in gioco è il dibattito parlamentare. Elio Vito, ministro per il Rapporti con il Parlamento, ieri ha preso la parola e ha posto per la 28esima volta dall’inizio della legislatura la fiducia su un decreto. Come a dire, se siamo maggioranza, votiamo compatti e non possiamo cadere.
Un metodo, questo adottato dal Popolo delle libertà, che di libertario non ha proprio nulla. Durissima la reazione dell’opposizione con Angelo Bonelli dei Verdi che lancia l’idea di un “referendum” per dire no all’acqua ai privati e Marina Sereni del Pd che spiega “Pochi grandi gruppi faranno affari d’oro a discapito dei cittadini che subiranno l’aumento delle tariffe dell’acqua”.
L’opposizione teme che l’affidamento ai privati del servizio idrico possa portare ad un incremento delle tariffe, ma quello che più spaventa è la possibilità che l’acqua diventi proprietà di strutture e società private, come ha detto Leoluca Orlando in una conferenza stampa. “Pensate a cosa accadrà dove c’è mafia, camorra, e n’drangheta, visto che la criminalità è nata proprio controllando l’acqua sul territorio. Solo che ora non avremo tanti piccoli don che magari controllano i pozzi in un latifondo, ma multinazionali con il monopolio della distribuzione dell’acqua nei centri urbani. Si tratta di una drammatica mortificazione della democrazia”.

L’Italia, secondo gli ultimi dai forniti da Federutility e contenuti nel Blue Book 2009, ha le tariffe dell’acqua tra le più basse del mondo. Ma il livello non è uniforme in tutto il Paese, secondo il dossier di Cittadinanzattiva, e nel 2008, il costo dell’acqua ha registrato un incremento medio del 5,4% rispetto al 2007, con aumenti a due cifre in 15 città: si parte dalla Campania (+34,3% a Salerno, +31,9% a Benevento) per arrivare in Emilia Romagna (+21,4% a Parma, +10% a Ravenna) passando per Basilicata (+16,1% a Potenza e Matera), Veneto (+16,3% a Padova e +12,3% a Verona), Lombardia (+15,9 a Lodi, + 13,4% a Cremona), Piemonte (+14,5% a Verbania).
La necessità di arrivare alla privatizzazione dell’acqua, dunque, non c’è. Anche perché, come Emilio Molinari, presidente del Contratto mondiale sull’acqua, dichiara in un’intervista a PeaceReporter, “La privatizzazione in Italia ha una specificità di obbligatorietà che non è stata richiesta dall’Unione Europea. Oltre che un atto di privatizzazione è dunque un atto autoritario e anticostituzionale che sottrae poteri ai Comuni e alle Regioni.”
E’ difficile credere che nel nostro Paese si alzerà un a protesta simile a quella che ci fu in Bolivia nell’aprile del 2000 quando il popolo scese in strada proprio contro la privatizzazione dell’acqua, perché è un diritto e se lo è, va garantita. Oggi pomeriggio maggioranza e opposizione si troveranno di nuovo faccia a faccia, ci saranno parole anche forti e alla fine, se la maggioranza è tale, votera a favore. Nel frattempo, in Puglia, la Regione ha approvato una delibera che va nella direzione opposta. Il principio è stato “l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato”, e da questo principio la regione ha deciso di togliere dal mercato la società Acquedotto Pugliese e di cambiare il sistema delle tariffe basandolo anche sul reddito familiare.
Il disegno di legge dovrà essere presentato entro dicembre dalla Regione Puglia e per allora, il Governo avrà già deciso cosa fare con la nostra acqua.

Marianna Lepore


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