Vorremmo un’opposizione

opposizione cercasiIl secondo governo Prodi è stato una specie di mini governo Berlusconi. Non tanto per la durata, quanto per le decisioni prese: guerra in Afghanistan e aumento delle spese militari, inceneritori, Tav, base di Vicenza, attacchi alla magistratura (il caso De Magistris), niente commissione d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001, niente soluzione al conflitto d’interessi, niente legge sulle unioni civili, niente per il lavoro e contro il precariato.

Unica decisione positiva, il ritiro dalla sciagurata guerra in Iraq e un minimo di ordine nei conti pubblici al prezzo di aumenti delle tasse, un’idea infelice e impopolare perché ha finito per colpire i lavoratori e la classe media. Quel governo cercò anche di combattere l’evasione fiscale, con qualche temporaneo risultato, e di liberalizzare un pò il sistema economico, iniziando dai tassisti e dagli autotrasportatori che però non sono certamente il peggiore problema di un sistema economico che è rigido in ogni parte. Nulla di utile per l’integrazione degli immigrati, anzi sono stati mantenuti i “centri di permanenza temporanea”, cioè le prigioni per clandestini. Nessuna delle leggi vergogna del precedente governo Berlusconi fu abrogata. Invece di una seria riforma delle carceri, l’indulto. Insufficiente la promozione delle energie rinnovabili e del riciclaggio, e in Campania scoppiò anche l’emergenza rifiuti. Con questo curriculum era ovvio che il centrosinistra avrebbe subito nel 2008 una sconfitta pesante alle elezioni. 
Peccato che gli italiani abbiano votato non per un’alternativa ma per un peggioramento. Sarebbe bello se invece in Italia ci fosse una vera opposizione, o meglio se ci fosse una forza politica decente da qualche parte con una proposta che non sia la lenta distruzione del paese e della Costituzione. 
Ad esempio, rispettando i diritti umani delle persone e le convenzioni internazionali in merito, si potrebbe smetterla di imprigionare gli innocenti solo perché sono diventati clandestini perdendo il lavoro. Anzi, si potrebbe legalizzare tutti e aprire le frontiere. Ma come! Così l’Italia verrebbe invasa dalle orde barbariche, gli arabi, i turchi, gli slavi, direbbe lo xenofobo di turno. Quello che nessuno dice nella politica italiana è che legalizzando tutti gli immigrati non succederebbe niente di grave in Italia. La situazione sarebbe assolutamente uguale a quella che è, però soltanto i criminali resterebbero privi di documenti. E questo potrebbe venire utile per prenderli, i criminali. In quanto alle frontiere, non è che siano mai state chiuse. Il 90% degli immigrati che oggi sono in Italia è arrivato legalmente. O perché sono ormai cittadini europei o perché sono venuti in aereo, in nave o con altri mezzi di trasporto e poi sono rimasti. Far diventare clandestini gli extracomunitari quando non trovano un lavoro regolare serve soltanto a costringerli a lavorare in nero, ad intraprendere piccole attività criminali e gli impedisce, se vogliono, di andarsene in aereo come sono arrivati. Il restante 10% è arrivato sui gommoni illegalmente. Ma la maggior parte di questi sono profughi e hanno usato un simile mezzo semplicemente perché fuggono da guerre o dittature, o perché troppo poveri per pagarsi un viaggio regolare. Si tratta di persone che avrebbero il diritto di asilo. L’Europa dovrebbe accoglierli, perché se non li voleva  ad esempio poteva evitare la guerra in Iraq, quella in Afghanistan o il sostegno a un dittatore come quello dell’Eritrea
Questo è solo un esempio di come un’opposizione vera e coraggiosa potrebbe promuovere una politica più intelligente e giusta, davvero alternativa all’attuale maggioranza. Lo stesso potrebbe fare con molti altri argomenti: in primo luogo il lavoro, opponendosi senza equivoci al precariato, magari proponendo un contratto unico che salvi un pò di flessibilità ma elimini gli abusi. O la sicurezza, dicendo chiaramente che l’unico modo per garantirla è evitare di togliere fondi alle forze dell’ordine e alla magistratura. O le carceri, che dovrebbero essere un luogo di riabilitazione e non un buco nero dove succede di tutto. O le energie rinnovabili, le auto elettriche e il riciclaggio dei rifiuti, che bisognerebbe sviluppare prima che sia troppo tardi per il pianeta. O tanti altri argomenti con una sola cosa in comune. 
Il coraggio. Per fare politica ci vuole coraggio, bisogna avere delle proposte riconoscibili, chiare, innovative e non aver paura di sostenerle e difenderle. Basta guardare Berlusconi per capirlo: lui ha avuto il coraggio di sostenere la distruzione della Costituzione, lo svuotamento del parlamento, il ritorno al nucleare, il totale disprezzo per i problemi di disoccupati e precari, la smobilitazione della scuola e dell’università pubblica, il perseguimento spudorato dei suoi interessi, le candidature delle showgirls che frequentano le sue ville, lo sdoganamento del razzismo, della corruzione e degli aiuti diretti alla mafia
Più chiaro di così. Sarebbe carino se nel 2010 l’Italia sviluppasse un’opposizione con il coraggio di restare unita e di avanzare delle proposte alternative alla linea politica di Berlusconi, riassumibile con il perseguimento dei suoi affari privati con qualche schizzo del più bigotto cattolicesimo e del più becero razzismo. 
Basterebbe il coraggio di difendere la ragione e la civiltà. 

Francesco Defferrari

Immagine da http://satiratrascendente.wordpress.com/

 
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