Ops, gli sono sfuggiti i pedofili

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senato voto

Il decreto sicurezza è stato approvato, con i voti di tutti. Lasciate fuori le ronde (che ci sia vita intelligente in parlamento? no, sono state solo rimandate) e l’obbligo per i medici di denunciare i clandestini (anche questo solo rimandato). Idee geniali contro cui aveva protestato perfino il Vaticano (qualche volta si ricordano di essere cristiani). Il decreto stabilisce pene più severe per stupri e molestie, ma si sono dimenticati i pedofili, come denunciano l’associazione Telefono Arcobaleno e il senatore Idv Pancho Pardi

Il senatore, che a differenza del suo gruppo parlamentare  si è astenuto dal voto, denuncia che l’arresto obbligatorio previsto per lo stupro non è contemplato nel caso di abusi su minori. 
Telefono Arcobaleno fa notare che nella legge non è previsto il patrocinio gratuito dello Stato per i minori vittime di sfruttamento sessuale a scopo di produrre materiale pedopornografico, come invece accadrebbe per le vittime di stupro. 
“Miliardi di scambi nel web scandiscono la circolazione di immagini dello strazio di circa 40.000 bambini  la maggioranza dei quali tra i 7 e i 9 anni, vittime dimenticate, le quali,  in Italia, non potranno beneficiare delle tutele previste con il decreto sicurezza,” dichiara il Presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena, e sottolinea “è in atto un processo culturale pericoloso che vede considerare la pedofilia on line un crimine virtuale  informatico e non un vero e proprio crimine contro l’umanità che coinvolge bambini veri e sempre più piccoli e che, come non ci stancheremo mai di sottolineare, ha poco a che fare con il virtuale, ma anzi alimenta quotidianamente un turpe mercato di esseri umani.”
Contrari al senso stesso del decreto i radicali, che denunciano la sua incostituzionalità per gli articoli 3, 13 e 27, che tutelano l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la libertà personale, il principio per cui un imputato è innocente fino alla condanna definitiva, e criticano l’Idv per non aver presentato emendamenti. Contraria anche l’Unione delle Camere Penali, l’associazione degli avvocati penalisti, che pure definisce il decreto inutile, dannoso e incostituzionale. 
La deputata radicale Donatella Porretti denuncia che l’aggravante per le molestie non sia prevista per mariti e fidanzati, anche se la maggior parte delle violenza avvengono in effetti in famiglia.  
Insomma sono molti gli elementi di dubbio su questa legge. Sembra il solito provvedimento che fa acqua da tutte le parti. Il solito decreto di rassicurazione, per far credere ai cittadini che in parlamento stiano pensando alla loro sicurezza. Quando l’unica seria cosa da fare sarebbe abbreviare i tempi della giustizia. Una cosa che non hanno nessuna intenzione di fare, visto il numero di parlamentari sotto processo. 

Francesco Defferrari