Il leader dell’odio

Berlusconi a un comizioIn assenza di un regime mediatico ormai perfezionato da anni la sciocchezza di uno slogan come quello del “partito dell’amore” non durerebbe cinque minuti e sarebbe sommerso dalle risate, prima che dalla disapprovazione del pubblico. Tutti gli atti e le parole di Berlusconi e di gran parte della sua maggioranza sono ispirati infatti da sentimenti e motivazioni che con l’amore per il prossimo non hanno proprio nulla a che fare.

Il governo ad esempio non ha dimostrato molto amore verso i tre volontari di Emergency arrestati con falsi pretesti dal governo afghano e dalla Nato, anzi ha persino esitato nel compiere il proprio minimo dovere istituzionale di difendere i connazionali all’estero in qualsiasi circostanza. Perché Emergency è un’associazione umanitaria e pacifista che oltre a curare i feriti in una zona di guerra senza chiedere da che parte stanno, come deve fare qualsiasi medico e come sarebbe obbligo di ogni esercito secondo tutte le convenzioni internazionali, sulla guerra in Afghanistan dice le cose come stanno. Che si tratta di una guerra appunto che colpisce troppo spesso i civili innocenti, più che combattere il terrorismo come vorrebbe la propaganda della Nato. 
Per quanto riguarda il premier si sa che non ha mai dimostrato granché amore per la magistratura e per la Costituzione, infastidito com’è dall’esistenza di poteri indipendenti dello Stato italiano che osano mettere in discussione il suo potere assoluto costruito con anni di propaganda. E c’è da scommettere che non provi molto amore in questi giorni nemmeno per l’ex amico e presidente della Camera Gianfranco Fini, che dopo anni di fedele acquiescenza ai desideri di Berlusconi si trova sempre più a disagio in un PdL lanciato all’attacco frontale di quello che resta della democrazia italiana e livellato alla politica della Lega. 
Nessuna dimostrazione di stima e amore da parte del premier nemmeno per gli scrittori che denunciano il potere della mafia, come Roberto Saviano, accusato di fare cattiva pubblicità all’Italia. Anche se tutto il mondo, tranne gli italiani, vede benissimo che la peggiore pubblicità all’Italia la fa proprio Berlusconi. Comprensibile però che il premier non voglia che si parli di mafia e di infiltrazioni mafiose, soprattutto oggi che uno dei suoi migliori amici e più fidati collaboratori, Dell’Utri, sta per essere condannato appunto a 11 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. 
Insomma una buona parte della maggioranza di governo, primo ministro in testa, se la prende con i medici italiani che lavorano in zone di guerra, contro chi denuncia la mafia, contro chi, come Fini oggi, chiede un minimo di rispetto per la democrazia. Ecco qui una bella fotografia del “partito dell’amore”, insofferente a qualsiasi freno etico e morale e dunque sempre pronto a scaricare valanghe d’odio contro la parte migliore dell’Italia. 

Francesco Defferrari


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