Metamorfosi

Pannelli per manifesti elettoraliI partiti italiani non brillano per coerenza con i loro stessi programmi. Per capire la nostra pessima situazione politica è interessante esaminare le strane metamorfosi attraversate dai partiti nel giro di pochi anni. Forza Italia è nata, almeno sulla carta, come un partito liberale di centro destra che voleva modernizzare l’economia italiana. Nel 1994 la linea ufficiale condannava la corruzione del pentapartito e cercava persino di portare Di Pietro nel proprio campo.

Tutto questo era già allora più che altro facciata, perché in realtà il partito era pieno di riciclati della prima repubblica e su di esso pesavano i molteplici conflitti di interessi di Berlusconi. Ma ciò non toglie che le sue posizioni ufficiali sono cambiate in maniera radicale nel corso degli anni. Dal liberalismo Forza Italia è passata a sostenere un pesante intervento dello stato in economia. Dalla laicità, nel 1994 era addirittura alleata dei radicali, è passata ad emanare leggi di ispirazione clericale contro la fecondazione assistita, il testamento biologico e le unioni civili. Da Berlusconi che nel 1997 piangeva per gli immigrati morti nei naufragi dell’Adriatico durante il primo governo Prodi, all’appoggio ai respingimenti e alle leggi razziste volute dalla Lega. Una completa metamorfosi insomma da un partito liberale moderato a una destra reazionaria che attacca la magistratura e l’opposizione continuamente. L’elemento comune ovviamente è sempre lui, il Capo, e i suoi interessi privati. Ma viene da chiedersi come sia possibile che le stesse persone che erano entrate nel partito 15 anni fa o lo votavano non si siano accorte oggi di trovarsi in un luogo completamente diverso.
Anche Alleanza Nazionale è cambiata parecchio dal partito post-fascista del 1994 alla destra moderata di oggi. La metamorfosi più significativa risiede nel fatto che se prima AN si trovava a destra di Forza Italia, oggi avviene il contrario. In particolare negli ultimi mesi, visto che fino alla campagna elettorale del 2008 Fini e il suo gruppo facevano propaganda contro “i clandestini” e non parlavano assolutamente di diritto di voto o cittadinanza per gli immigrati.
La Lega era nata in teoria come un partito federalista. In pratica era un partito campanilista motivato dall’odio e dal razzismo verso i diversi, e in questo certamente non è cambiata. Nel 1994 però l’odio era diretto più che altro contro i meridionali che vivevano ormai da anni nel Nord Italia, anche se questo non le ha impedito di allearsi con Forza Italia e AN. Dopo la caduta del primo governo Berlusconi, la Lega aveva alzato molto i toni della polemica contro gli ex alleati, e Bossi accusava esplicitamente Berlusconi di essere un mafioso e minacciava “i fascisti” dicendo che il Nord li aveva già scacciati nel 1945. Oggi invece la Lega si è concentrata nella persecuzione degli immigrati e ci sono suoi esponenti, come Borghezio, che si vantano apertamente delle loro radici fasciste. Il neopaganesimo delle origini inoltre ha lasciato il posto al cattolicesimo più integralista. Insomma anche qui una bella metamorfosi da partito federalista neopagano a destra ultracattolica e ultrareazionaria. Ma anche qui, gli elettori non si sono accorti di niente. 
Che dire dell’Udc? come programma è uno dei più coerenti partiti italiani. Sempre stati ultracattolici, ostili alla laicità dello stato e “garantisti”, per non dire conniventi con le zone grige della politica compromessa con la corruzione e la mafia. In perfetto stile destra DC. Anche loro però sono passati dal presentarsi da soli (nel Partito Popolare) alle elezioni del 1994 all’alleanza con Berlusconi, per poi staccarsi nuovamente da lui. Oggi criticano i conflitti di interesse del premier e mirano ad allearsi con il PD, ieri votavano senza battere ciglio tutte le sue leggi ad personam. 
Il PD ha subito infinite metamorfosi anche nel nome e nella composizione, ma certamente quello che è ancora il più grande partito del centrosinistra italiano ha mantenuto in fondo una sua coerenza: quella di non rispettare mai il proprio programma e i desideri dei suoi elettori. Chi ha votato per il centrosinistra dal 1994 a oggi infatti voleva una legge contro il conflitto di interessi, voleva la cancellazione delle leggi più controverse del governo Berlusconi, come quella sulla fecondazione assistita, la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Bossi-Fini che già criminalizzava gli immigrati. Voleva anche le unioni civili, e certamente non voleva un aumento delle spese militari e il precariato diffuso che mina in maniera irreparabile i diritti dei lavoratori. Voleva onestà e rispetto per la magistratura, non nuovi, più gravi attacchi alla sua indipendenza. Ma il PD e i suoi antecedenti se ne sono sempre fregati della volontà degli elettori. Alle promesse nei periodi di opposizione non sono mai corrisposti i fatti nei periodi al governo. Ultimamente però il PD ha smesso di mentire: oggi dice apertamente che vuole dialogare con Berlusconi e aiutarlo a cambiare la Costituzione a suo uso e consumo. Non fingono nemmeno più di essere un’opposizione. 
L’Italia dei Valori è nata come un partito spiccatamente di centro cattolico, in difesa della giustizia e con un programma che aveva ben poco di sinistra: scarsa attenzione ai problemi dei lavoratori, sostegno a grandi opere molto controverse come la Tav e il nucleare (la stessa posizione di Berlusconi, insomma), opposizione a qualsiasi inchiesta sull’operato delle forze dell’ordine, come nel caso del G8 di Genova del 2001, disinteresse per i diritti umani degli immigrati e dei carcerati. Ma negli ultimi due anni, in assenza di una qualsiasi forma di opposizione, l’IDV ha preso a farne le veci, e quindi ha iniziato a interessarsi dei diritti dei lavoratori, opporsi al nucleare e alle grandi opere inutili, criticare gli abusi delle forze dell’ordine, difendere i diritti di immigrati e carcerati, sostenere la laicità dello Stato. Una basilare difesa della democrazia e dei contenuti della Costituzione che dovrebbe essere patrimonio di tutti gli italiani e di tutti i partiti, ma la realtà è ben diversa. Viene però da chiedersi, nel caso l’IDV andasse al governo, se la sua metamorfosi sia sincera o frutto della convenienza politica del momento. 
I partiti della Sinistra e i Verdi sulla carta sono sempre rimasti fedeli ai loro programmi in difesa del lavoro, dei diritti civili e dell’ambiente. Quando però sono entrati nei governi di centrosinistra non sono riusciti in pratica a realizzare nulla di tutto questo. In parte non è colpa loro, perché hanno dovuto sottostare al ricatto degli alleati che li accusavano continuamente, con ampia potenza mediatica, di essere responsabili dell’instabilità della coalizione. Il risultato però è stato quello di deludere i loro elettori, votando a favore delle spese militari, delle grandi opere devastanti per l’ambiente, della costruzione di inceneritori e via discorrendo, senza ottenere nulla in tema di diritti civili e limitazione del precariato. Oltre a questo dopo la sconfitta alle elezioni del 2008 sono riusciti a frantumarsi in una miriade di pezzetti. Restare uniti senza fare compromessi con i propri ideali avrebbe potuto pagare a medio e lungo termine, se solo avessero provato a farlo. 
Ma i partiti italiani non sono capaci di pianificazione e coerenza. Le loro azioni seguono la moda politica del momento e i programmi cambiano a seconda dell’occasione. In qualsiasi altra nazione in cui esiste una stampa libera un simile comportamento non sarebbe mai perdonato. Ma qui in Italia, dove tutti i media, a parte rare eccezioni, sono al servizio di qualcuno e soprattutto dei partiti, la propaganda vince sempre sulla verità. E gli elettori continuano a votare le bandiere e le persone, senza pretendere il rispetto dei programmi e delle promesse fatte. E’ una politica populista, mediatica, del tutto priva di coerenza e di contenuti. Praticamente il contrario della democrazia. 

Francesco Defferrari

 
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