Spegnere la luce

Parlamento vuoto

L’abuso di decreti e di fiducie da parte del governo ha finito per irritare anche il presidente della Camera, e fedele alleato di Berlusconi, Gianfranco Fini, che chiede di rispettare il diritto costituzionale del Parlamento di discutere e nel caso emendare i provvedimenti del governo. La nostra Costituzione in effetti prevede che il Parlamento sia il principale organo legislativo, anche se l’iniziativa legislativa appartiene pure al governo, ad alcuni organi costituzionali e al popolo, con una proposta fatta da almeno 50.000 elettori.

La realtà delle cose già da decenni è che la maggior parte delle leggi vengono presentate dal governo, discusse e nel caso modificare nelle commissioni parlamentari e poi votate dalle due camere, dove qualsiasi deputato o senatore può proporre emendamenti. 
Se il governo pone la fiducia questo non è possibile e le camere sono costrette ad approvare o rifiutare una legge in blocco, come appena successo con il decreto anti crisi, emendato poi da un decreto correttivo del governo stesso. Durante i governi di centro sinistra dal 96 al 2001 e dal 2006 al 2008 l’attuale maggioranza non faceva che protestare e stracciarsi le vesti sull’abuso del voto di fiducia, che esautorava il Parlamento dalle sue funzioni. E naturalmente le televisioni di regime, e anche le televisioni di stato, davano ampio spazio a queste proteste. Ora invece le televisioni tacciono. Chissà perché poi quando era al governo il centro sinistra la Rai dava comunque ampia voce a Berlusconi e ai suoi alleati mentre ora che  loro sono al governo Idv e partiti di sinistra sono scomparsi dalla televisione pubblica, a parte qualche rara apparizione su Rai Tre, e lo stesso PD si ritaglia giusto qualche briciola qui e là. 
L’attuale governo Berlusconi ha usato il voto di fiducia già 23 volte e fra poco raggiungerà il precedente governo Prodi che lo aveva usato 28 volte. Il governo Prodi però aveva la buona scusa di un margine molto ristretto al Senato e una maggioranza inquieta e indisciplinata. L’attuale governo Berlusconi non si capisce che scusa abbia. La maggioranza è monolitica e gli vota qualsiasi cosa. Il margine è ampio. Forse è semplicemente fastidio per la democrazia in quanto tale, come del resto Berlusconi ha più volte dichiarato. Lui non pensa davvero che il Parlamento serva a qualcosa, lo tiene lì solo nell’attesa di trovare un modo per eliminarlo
Ma forse non sarà nemmeno necessario arrivare a tanto perché, in un paese dove i deputati e i senatori vengono scelti dai capi dei partiti, accettano senza fiatare tutti i voti di fiducia che il governo desidera e le televisioni non informano, la democrazia è già stata sostanzialmente eliminata. Si potrebbe pure spegnere la luce e smetterla di far finta che il parlamento abbia qualche funzione. E’ solo sua maestà che governa e fa tutto quello che vuole, immune alla legge e amato dai telespettatori. Più che repubblica democratica ormai l’Italia è una specie di monarchia elettiva da “Ancien regime”. Perché diventi una monarchia assoluta è sufficiente che nomini erede uno dei suoi figli. 
Francesco Defferrari
 
 

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