Referendum: Berlusconi svela l’imbroglio

nuclearebluffreferendumQuando il Governo ha deciso di abrogare temporaneamente la legge sulla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia, il dubbio che fosse solo un modo per affossare il referendum previsto per il 12 giugno era venuto a molti. I sondaggi avevano dato il 54% degli italiani intenzionato ad andare a votare e la tragedia in Giappone è troppo vicina per parlare di ‘nucleare amico’. Adesso, è arrivata la vera motivazione dell’abrogazione della legge proprio dalle parole del presidente del Consiglio.

“Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per anni”, ha detto il premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama. Quanto accaduto in Giappone sembrerebbe abbia spaventato gli italiani, secondo i sondaggi di cui parla il premier, e la decisione della moratoria è stata quindi presa per permettere all’opinione pubblica di tranquillizzarsi. La scusa dell’opinione pubblica ‘più consapevole’ tra qualche anno è solo una tecnica per far andare tutto nel dimenticatoio e affossare il referendum, in cui si voterà anche sul legittimo impedimento: una legge che sta molto più a cuore al premier italiano. L’ironia della sorte vuole che Berlusconi si prodighi nella difesa del nucleare proprio a 25 anni dal disastro nucleare di Cernobyl: una lezione mancata come mostrano non solo i recenti fatti di Fukushima ma anche l’ostinazione con cui il nostro Paese e molti altri Paesi europei continuano a voler puntare sul nucleare. Un quarto di secolo dopo la catastrofe di Cernobyl, il bilancio suscita ancora controversie. Le autorità ucraine stimano che un totale di 5 milioni di persone abbia sofferto le conseguenze della tragedia. Per Greenpeace il numero varierebbe da 100 mila a 400 mila. Nel 2005 alcune agenzie dell’Onu hanno indicato che sono morte 4000 persone. E la stessa lotta sulle cifre è in atto anche per l’esplosione a Fuskushima.
Questi dati, però, non interessano il premier italiano che continua a dire “siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo”. Ora bisogna necessariamente bloccare quel referendum per formare un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare, come se “essere consci” sia necessariamente sinonimo di essere a favore dell’atomica.
Le parole di Berlusconi hanno scatenato il dibattito. Per Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia Libertà, è l’immediata conferma «di voler prendere in giro gli italiani, calpestando in modo arrogante e cialtronesco, il loro diritto ad esprimersi su una questione da cui dipende la sicurezza ambientale». Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, del Pd, parlano di scippo della democrazia e legge truffa mentre il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, si augura che il Capo dello Stato impedisca questo misfatto perché “Bloccare il referendum, in queste condizioni, significa violare un diritto costituzionale garantito a quel milione di cittadini che lo ha richiesto formalmente”. Idea della maggioranza sarebbe anche quella di bloccare, con un decreto da approvare a metà maggio, i quesiti referendari che vogliono abrogare l’affidamento ai privati delle risorse idriche. Non è detto, però, che l’approvazione di una legge anche nel settore idrico, renda praticamente nullo il referendum. Lo chiarisce bene in quest’intervista Valerio Calzolaio che, come il presidente del Wwf Stefano Leoni, evidenzia come le iniziative di questi giorni hanno il solo obiettivo di confondere gli elettori.
Mentre la Rai non ha ancora iniziato le tribune referendarie, che per legge sarebbero dovute partire un mese fa, i politici contrari al referendum cercano di convincere l’elettore che ormai il referendum è saltato: l’obiettivo è rendere incerto il voto, far finta che nulla debba accadere e far saltare la validità del referendum del 12 giugno. Così anche l’unico quesito che veramente spaventa il Governo, quello sul legittimo impedimento, non raggiungerà il quorum.

Marianna Lepore

 

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>