Buon primo maggio ai mafiosi

soldiracketTra le forze di governo è scontro sul pacchetto sicurezza. Questa non è una novità, visto che prima sulle ronde, poi sulla questione dei medici spia e ancora sui centri di accoglienza, il ddl ha trovato più di un intoppo. Ma quello che è successo ieri notte in Commissione Affari e Giustizia della Camera ha davvero dell’incredibile.

Sì, perché grazie al voto del Pdl è stato eliminato l’obbligo per l’imprenditore titolare di appalti pubblici di denunciare un’estorsione. La punizione prevista per la mancata denuncia prevedeva per l’azienda la perdita della commessa e l’interdizione per tre anni dalle gare pubbliche. La norma era stata inserita nella versione votata dal Senato, ma quando il testo è arrivato in commissione alla Camera l’ex An Manlio Contento, appoggiato dal sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, ha proposto una modifica che eliminava l’obbligo di denuncia. Al momento di votare erano assenti i componenti di Pd e Idv che per protesta si erano allontanati dall’aula e così, con i voti positivi del Pdl, la proposta è passata, nonostante la resistenza della Lega, del ministro dell’Interno Maroni e del suo sottosegretario Alfredo Mantovano (ex An).
Ma qual è la motivazione che giustifica una proposta che suona come un vero e proprio regalo ai mafiosi, oltre che una presa di distanza da quegli imprenditori che trovano il coraggio di denunciare gli estorsori? Visto che la Costituzione ogni tanto può tornare utile, il deputato Contento la tira in ballo, per spiegare che è “di dubbia costituzionalità” il fatto che il pm nel corso di un’indagine possa segnalare all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti un imprenditore che non ha denunciato l’estorsore. La norma prevedeva infatti che il pubblico ministero potesse segnalare l’imprenditore anche se quest’ultimo non risultasse formalmente indagato. Secondo Caliendo, inoltre, “non è giusto che un imprenditore che non denuncia perché minacciato debba essere ulteriormente danneggiato”.

Poco importa che la norma cancellata fosse stata fortemente voluta dai presidenti di Confindustria Campania e Sicilia, dalle associazioni anti-racket e dal procuratore nazionale antimafia, vale a dire da chi lotta ogni giorno per combattere la criminalità organizzata. Meglio lasciare le cose così come stanno, si saranno detti i deputati che hanno votato l’emendamento, piuttosto che dare un segnale forte contro l’omertà e far sentire meno soli i pochi che si decidono a denunciare. La vera motivazione l’ha data oggi il Ministro dell’Interno Maroni che, deciso a reintrodurre la norma, con inaspettata lucidità ha tuonato a Montecitorio che l’emendamento votato nella notte è stato “sostenuto da certe lobby per svuotare di significato la lotta alla criminalità organizzata”. A questo punto è proprio la Lega a rischiare di diventare la spina nel fianco dei mafiosi, che si stavano preparando per festeggiare un primo maggio anticipato. Se il decreto passa così com’è stato votato ieri sera, per loro il lavoro non potrà che continuare ad andare a gonfie vele.

Letizia Cavallaro

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