Cattivi ministri

Berlusconi e alcuni suoi ministri

Molti ministri del governo Berlusconi fanno di tutto per sembrare cattivi, fino ad arrivare al punto di insultare l’opposizione. E’ un segno tipico degli stati che stanno scivolando verso la dittatura quello di vedere persone con responsabilità istituzionali che minacciano e cercano di intimidire metà del paese, la metà che non li ha votati. E’ anche un segno tipico di coda di paglia. Questi ministri sanno che le loro politiche sono deboli, e cercano di sviare l’attenzione con la violenza verbale.

Maroni sa benissimo che le sue politiche razziste e discriminatorie contro gli immigrati incontrano l’opposizione della Chiesa e di buona parte della società civile. Sa anche che i respingimenti sono del tutto privi di senso, già condannati da Ue e Onu e completamente inefficaci per risolvere i problemi dell’immigrazione. Sa pure che se le storie dei respinti e degli immigrati finissero in televisione la popolarità della sua politica sfumerebbe in poco tempo. E così intima ai giudici di applicare la sua legge contro gli immigrati così com’è, e dimentica che la magistratura è ancora un potere autonomo dello stato e ha facoltà di interpretare le leggi. Il fatto è che molti giudici hanno ritenuto di non procedere, giustamente, per reato di clandestinità nel caso di immigrati che pur non avendo un lavoro regolare sono in Italia da molti anni e non hanno mai commesso reati. Che poi sarebbe la stragrande maggioranza dei cosiddetti clandestini.
Ma altri ministri sono molto più cattivi di Maroni: Scajola, che non c’entra nulla con l’informazione, parla di “campagna mediatica basata su spazzatura, vergogna, infamia, porcherie”. Ma non sta parlando del Giornale e del caso Boffo, sta parlando di Annozero. Dice che “bisogna verificare se certe trasmissioni rispettino l’impegno della Rai di garantire un’informazione completa e imparziale”. Ma non sta parlando del Tg1 di Minzolini, di Porta a Porta o delle 5 reti televisive italiane che informano a senso unico in favore del governo, sta sempre parlando di Annozero. Quello che sta dietro la “cattiveria” di Scajola è la sua decisione di riportare l’Italia nell’era nucleare, finita vent’anni fa. Le regioni italiane si stanno già ribellando per la decisione del governo di scavalcarle. Obama all’Onu parla di disarmo del mondo. Scopriamo che le mafie italiane hanno affondato scorie tossiche e radioattive in mare. E si capisce quindi che bisogna sviare l’attenzione da tutto questo. Non dimentichiamo poi che Scajola ha un impressionante curriculum: dalla gestione dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova nel 2001, la più grande sospensione dei diritti umani in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale, secondo Amnesty international, alle dichiarazioni che lo costrinsero alle dimissioni nel precedente governo Berlusconi, secondo cui Marco Biagi, ucciso dalle nuove Br nel 2002 dopo che il ministero gli aveva tolto la scorta, era “un rompicoglioni”. Meritocrazia, signori e signore. 
Brunetta è un altro ministro che sta dando il massimo per essere cattivo: dopo aver esordito chiamando fannulloni i dipendenti pubblici italiani, recentemente ha chiamato parassiti gli esponenti del cinema e della cultura italiana che ricevono finanziamenti dallo stato e ha augurato alla “sinistra per male” che “prepara il colpo di stato” di “andare a morire ammazzata”. Anche la cattiveria di Brunetta è utile per distrarre il pubblico e le poche fonti di informazione libera dai risultati concreti delle sue azioni, recentemente smascherate come le solite mosse pubblicitarie inutili, ritirate perché incostituzionali
Anche Tremonti ogni tanto fa il cattivo e se la prende con le statistiche e con gli economisti, e lo fa per lo stesso identico motivo dei precedenti citati: perché se si parla di quello che ha fatto davvero il suo ministero e se questo sia utile per il paese o meno, subito i nodi vengono al pettine e si scopre che al di là delle parole d’effetto non c’è molto.
La Gelmini rilascia spesso dichiarazioni non particolarmente cattive ma certamente dure mentre prosegue la sua opera di distruzione della scuola pubblica italiana. Ovviamente per la propaganda di regime si tratta di una riforma, in realtà è macelleria sociale contro un’intera generazione di insegnanti precari. Ma questo non viene detto in televisione, ovviamente. 
Cattivi ministri che corrispondono a un cattivo premier, anche lui sempre pronto a chiamare coglioni o farabutti gli oppositori semplicemente perché si oppongono. Ma come i suoi ministri anche lui ha tante cose da nascondere: le ragazze, il caso Mills, i suoi rapporti con la mafia, la realtà del conflitto d’interessi. Un premier e un governo con tante scomode verità da nascondere fanno i “cattivi” ogni volta che si trovano spalle al muro di fronte alla realtà. Che è così cattiva da non poter essere completamente sostituita con le balle che spacciano quotidianamente agli italiani

Francesco Defferrari

  

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