Come Berlusconi si salverà dal processo Mills

Berlusconi con l'avvocato GhediniIl processo Mills è un caso dove ci sono ben pochi misteri, anche se molte televisioni e giornali italiani ne hanno parlato poco o niente, visto che coinvolge il capo supremo. L’avvocato inglese Mills è già stato condannato a 4 anni e mezzo per corruzione in primo grado e appello: avrebbe preso dei soldi per mentire ai magistrati, a beneficio di Berlusconi, nei casi Fininvest-Guardia di Finanza e All Iberian.

Insomma aveva informazioni che potevano portare a una condanna dell’attuale premier in questi processi e ha mentito per salvarlo, dietro pagamento di 600.000 dollari. Infatti Berlusconi, che nel 1998 era stato condannato in primo grado e appello a 2 anni e 9 mesi per aver versato tangenti alla guardia di finanza in modo che chiudesse entrambi gli occhi nelle verifiche fiscali sulla Fininvest dal 1989 al 1994, nel 2001 fu assolto in Cassazione.
Nel processo All-Iberian Berlusconi era accusato di aver trasferito all’estero ingenti somme di denaro per evasione fiscale e per finanziare per 22 miliardi di lire tra il 1991 e il 1992, il PSI di Bettino Craxi (che aveva aiutato Berlusconi a creare il suo impero televisivo, rendendolo legale nel 1990 con la legge Mammì). Il processo All-Iberian è stato diviso in due tra finanziamento illecito e falso in bilancio. Il primo è finito nel 2000 con la prescrizione in Cassazione, anche se Berlusconi era stato condannato nel 1998 in primo grado a 2 anni e 4 mesi di carcere e una multa di 10 miliardi di lire. Il secondo è finito nel 2005 quando una legge ad hoc del governo Berlusconi ha eliminato il reato di cui lui era accusato. Oggi sappiamo che questi processi non sono arrivati a una condanna di Berlusconi grazie alla falsa testimonianza di Mills, oltre che alle leggi ad personam del premier. Mills infatti è l’uomo che ha creato una serie di società offshore per le operazioni illecite del gruppo Fininvest, dall’evasione fiscale alla frode verso gli azionisti, alle tangenti al PSI, al falso in bilancio, all’acquisto di diritti televisivi. E’ stato condannato per aver preso i 600.000 dollari per mentire ai magistrati sulle sue attività. La sentenza contro Mills ha stabilito che il corruttore era Berlusconi. Alla luce di tutto questo il processo, se arrivasse alla fine, si concluderebbe molto probabilmente con una condanna di Berlusconi per questa lunga serie di attività illecite.
Il premier aveva cercato prima di fermare il processo con il Lodo Alfano, poi bocciato dalla Corte Costituzionale. In questi giorni il dibattimento è stato sospeso fino al 27 febbraio in attesa della sentenza finale della Cassazione su Mills prevista per il 25. La Cassazione potrebbe decidere che Mills è colpevole soltanto di corruzione semplice e non di corruzione in atti giudiziari, perché avrebbe ricevuto i 600.000 dollari dopo, e non prima, le false dichiarazioni ai processi di Berlusconi.  In tal caso il reato sarebbe già prescritto e Berlusconi verrebbe assolto per l’ennesima volta. Ma anche se così non fosse, in attesa della sentenza e delle motivazioni, il parlamento potrebbe approvare il decreto legge sul processo breve, e prescrizione sarebbe in ogni caso. 
Ma in pratica che si arrivi a una condanna di Berlusconi mentre lui è capo del governo, con tutti gli strumenti legislativi che può utilizzare per evitarlo, è davvero molto difficile. Berlusconi in realtà è stato condannato diverse volte. Per falsa testimonianza sulla sua affiliazione alla P2, ma salvato dall’amnistia del 1990. Condannato nel 1998 per tangenti alla guardia di finanza, ma prescritto in appello nel 2000 e prosciolto nel 2001. Condannato sempre nel 1998 per finanziamento illecito al PSI (All-Iberian1) ma prescritto nel 1999 e nel 2001 in appello e Cassazione. Sarebbe stato condannato anche per falso in bilancio aggravato (All-Iberian2), ma una legge ad personam del 2002 ha eliminato il reato. Idem per falso in bilancio sui versamenti in nero al Milan (processo Lentini). Prescritto per corruzione semplice nel Lodo Mondadori, quando i giudici di Roma furono corrotti per dare l’azienda in mano a Berlusconi. Un comune cittadino sarebbe già stato condannato diverse volte, ma il Presidente del Consiglio in carica ha qualche strumento in più a disposizione. Inoltre, sarà un caso, ma quando il premier è al governo o c’è un clima di accordi sottobanco con l’opposizione, come oggi, in qualche modo riesce sempre a scamparla.
E così dobbiamo aspettarci che anche il processo Mills, nonostante la sentenza abbia già indicato Berlusconi come il corruttore, finirà come al solito con un nulla di fatto. Capita quando un uomo sotto processo ha anche la possibilità di fare le leggi. Negli altri paesi civili lo chiamerebbero vergognoso conflitto di interessi. Qui in Italia invece lo chiamano in altri modi. Il premier le chiama “leggi per la libertà” (la sua). E gran parte dell’opposizione lo chiama “dialogo”. 

Francesco Defferrari

 
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