Spirale discendente

La manovra economica di emergenza alla fine è stata approvata ma la maggioranza degli italiani non sa ancora quali saranno le conseguenze, e non si tratta affatto di un caso, ma di una strategia. Il ceto politico non può di certo dire la verità in televisione, cioè che loro non hanno nessuna intenzione di pagare per il gigantesco debito che hanno creato, né possono farlo pagare a chi detiene il potere e la ricchezza (cioè i loro veri datori di lavoro) e quindi lo faranno pagare al cittadino medio, che tanto non ha capito nulla e quando verrà colpito effettivamente dalla manovra comunque non sarà in grado di reagire, come al solito.

Si dice che gli italiani sono un popolo di schiavi abituati a subire le peggiori angherie senza mai ribellarsi, un popolo che non ha mai fatto una rivoluzione degna di questo nome, ma non è del tutto vero: ci sono nel mondo decine di governi corrotti e incapaci quanto i nostri e anche le nazioni migliori della nostra non sono poi così migliori, perché anche lì c’è un governo che comanda, una casta di ricchi che si arricchisce e una maggioranza che subisce. Questo stato di cose non è tanto una situazione solo italiana quanto una conseguenza storica della modernità nella maggior parte del mondo.
I nostri pregiudizi di uomini “moderni” ci portano a pensare che i nostri antenati nell’età antica e nel medioevo stessero molto peggio di noi ma la verità è che, nonostante tutti i progressi tecnologici che il mondo ha fatto, gli spazi di libertà hanno continuato a ridursi e la possibilità per le persone di agire diminuisce. La società umana è diventata molto più vasta e complessa e quindi paradossalmente un uomo del medioevo aveva spesso più libertà e più possibilità di influenzare la sua comunità di quanto ne abbia oggi un cittadino dei paesi cosiddetti democratici. Le manifestazioni di protesta e le discussioni sui blog e i siti internet non servono a nulla se non creano un movimento di opposizione capace di proporre una società alternativa o almeno un governo alternativo. Nell’Italia di oggi inoltre è difficile credere che i partiti attualmente all’opposizione avrebbero fatto una manovra economica molto diversa da quella del governo Berlusconi. Forse avrebbero eliminato qualcuna delle misure più controverse, ma il succo sarebbe stato lo stesso: farla pagare ai lavoratori dipendenti e ai ceti medi e bassi. Forse mai come in questi anni l’Italia sembra un paese senza speranza, privo di un qualsiasi progetto per il futuro, governato da una classe politica disgustosa che fa solo i propri sordidi interessi, con un’opposizione vigliacca incapace di avanzare una qualsiasi sensata proposta di cambiamento e un debito pubblico che la sta trascinando a fondo. 
Eppure la maggior parte di coloro che controllano l’economia e la politica non si stanno davvero impegnando per trovare soluzioni e persino la maggioranza dei cittadini non sembra davvero preoccupata o arrabbiata, come se l’intero paese fosse ipnotizzato da un vecchio spettacolo di rassegnazione e incoscienza, convinto che non ci sia la possibilità di cambiare niente e che, comunque, in qualche modo ce la caveremo. Magari sarà davvero così perché bene o male il sistema economico mondiale è interdipendente e gli altri paesi ricchi, e pure i paesi che si stanno arricchendo velocemente, non hanno nessun interesse a lasciar crollare l’Italia, che è pur sempre la settima potenza economica del mondo, anche se in rapida discesa. Oppure la spirale discendente di questo paese non si arresterà, semplicemente perché la decadenza è così profonda che non sembra ci sia nessuno che abbia la capacità o anche soltanto la volontà di fermarla. 

Francesco Defferrari

 
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