Un milione, due milioni

Piazza San Giovanni il 20 marzoIl PdL di Berlusconi ha fatto la sua manifestazione a Roma, ufficialmente per “la libertà e la democrazia”, anche se l’unica libertà che il Capo supremo ha sempre difeso è la propria, e l’unica democrazia che gli interessa è quella che può manipolare con il suo potere mediatico. Infatti subito il mirabolante annuncio di “un milione di persone in piazza” è stato ripetuto a reti unificate dai suoi telegiornali e dalle televisioni un tempo pubbliche e ora occupate.

In realtà in Piazza San Giovanni c’erano probabilmente meno di 100.000 persone, un numero forse persino inferiore alle contemporanee manifestazioni contro la privatizzazione dell’acqua, a Roma, e contro la mafia, a Milano.
Si vede chiaramente dalle foto che Piazza San Giovanni era molto più vuota rispetto al concerto del primo maggio o alla manifestazione del popolo viola del 5 dicembre. Allora secondo la questura c’erano rispettivamente 200.000 e 90.000 persone. Ma a giudicare dalle immagini i partecipanti in quelle due occasioni potevano essere molti di più. Per la manifestazione di Berlusconi invece non sono bastate le intimidazioni agli abruzzesi né i precari pagati per partecipare
Forse per personali simpatie, questa volta la questura è molto generosa con i numeri e parla di 150.000 persone, probabilmente quasi raddoppiando la cifra reale. Non abbastanza generosa per i fedelissimi del PdL, che ora lanciano accuse di criptocomunismo persino alla questura di Roma. Ma purtroppo i numeri reali non contano nulla quando ci sono le televisioni. La politica di Berlusconi è completamente virtuale. Esiste soltanto in televisione e non se ne trova traccia nella realtà. Le tasse sono aumentate con il suo governo, ma la televisione dice che sono diminuite. Gli impianti accusatori nei processi in cui è imputato sono più che solidi, ma la televisione dice che la magistratura lo perseguita. L’Aquila non è stata ricostruita nella realtà, ma in televisione si. Il problema della spazzatura in Campania non è stato risolto nella realtà, ma in televisione si. L’Italia non ha mai avuto nessuna “emergenza criminalità” a causa dell’immigrazione, ma la televisione l’ha creata. La crisi continua a distruggere posti di lavoro e famiglie, ma in televisione tutto va bene. Berlusconi perseguita i giornalisti che osano dire la verità e chiude le loro trasmissioni, ma in televisione dice che sono loro ad accanirsi contro di lui. Alla fine della manifestazione di ieri promette addirittura di sconfiggere il cancro. Il prossimo passo sarà la moltiplicazione dei pani e dei pesci e la resurrezione dei morti. E poiché lo dirà la televisione, sarà vero. 
Lo scopo della televisione dovrebbe essere quello di fornire a chiunque una finestra sulla realtà, ma in Italia la televisione nasconde la realtà, la deforma e la ricrea così come il Padrone la desidera. 
Quindi oggi discutere su quanti erano davvero i militanti del PdL in piazza è irrilevante. Erano più di un milione, perché lo dice la televisione. E nella televisione italiana dominata da sua Emittenza un partecipante alle manifestazioni per il Capo vale 10, mentre un partecipante alle manifestazioni che non piacciono al Capo vale un decimo. E poiché almeno l’80% degli italiani si informa prevalentemente tramite la televisione, per tutte queste persone la realtà è quella della televisione. Una realtà di cui tengono conto quando vanno a votare. Le menzogne sui numeri rivelano la fragilità di tutta la costruzione berlusconiana, un’illusione che potrebbe crollare in qualsiasi momento. Ma un’illusione che condiziona pesantemente il nostro paese e di cui è difficile liberarsi.
E così la conclusione è molto semplice. La verità e la democrazia in Italia contano al massimo per il 20%. Tutto il resto è Suo. 

Francesco Defferrari

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

     

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>