Una Casa sempre più stretta

raffaelelombardo300509Cinque giorni fa la bomba è scoppiata: il presidente della Regione siciliana e leader del movimento per le autonomie Raffaele Lombardo ha deciso di azzerare la giunta regionale dopo gli scontri con le altre forze politiche che lo sostenevano, in particolare Pdl e Udc.

“Non c’è dubbio che questa casa vada rasa al suolo e ricostruita” aveva detto Lombardo commentando la notizia e aggiungendo che bisognava riscrivere il programma e ripartire con chi era d’accordo.

Poi in pochi giorni il presidente della Sicilia è riuscito a presentare un governo ‘bis’ sostituendo alcuni assessori e eliminando dalla giunta gli esponenti dell’Udc. Ma la scelta di Lombardo era arrivata a poche ore da un monito lanciato dai coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini che invitavano a “evitare eccessi e furbizie” e promuovere una soluzione condivisa con i vertici nazionali e regionali. 

Lombardo ha quindi alzato la testa in un momento delicato per il Popolo delle libertà. Le elezioni europee sono vicine e Berlusconi, con le sue presunte frequentazioni, ha già inondato le pagine dei giornali. Ma non è stato solo il presidente della Sicilia a non rispettare i consigli che arrivavano dagli uffici centrali del Pdl. I deputati siciliani Gianfranco Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile sono stati sospesi in via cautelativa dal partito dopo la loro adesione alla nuova giunta. In un vertice di qualche giorno fa i coordinatori nazionali del Pdl avevano stabilito che chi avesse fatto parte della nuova giunta regionale sarebbe stato fatto uscire dal partito ai sensi dell’articolo 48 dello statuto del Pdl.

I deputati possono quindi essere sospesi grazie ad uno statuto. Mentre per il presidente eletto con oltre il 65% delle preferenze dai siciliani bisogna trovare un altro modo. Così il gruppo del Popolo della Libertà ha presentato al Senato un disegno di legge di riforma costituzionale per modificare l’articolo 10 dello statuto della Regione Sicilia. Il ddl prevede che nel caso in cui ci sia una trasformazione della maggioranza che sostiene il governo o in caso di violazione del patto programmatico, possa essere sfiduciato il governo e sostituito con un nuovo presidente eletto dall’Assemblea all’interno, però, della coalizione che ha vinto le elezioni.
Francesco Storace ha commentato “presto verrà depenalizzato l’omicidio del presidente della Regione”.
C’è da augurarsi che se dovesse succedere, la notizia non passi sotto silenzio.

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Marianna Lepore

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