Incostituzionale

Berlusconi in tribunale

Non ce l’ha fatta nemmeno questa volta. Le ha provate tutte per rendersi immune alla giustizia, nonostante i tanti processi in cui è stato ed è coinvolto, ma in Italia c’è ancora la Costituzione, e una Corte che ha il compito di giudicare se le leggi la rispettano o meno. Certamente c’è anche un buon numero di cittadini che pensa che Berlusconi sia più importante della legge, e abbia la facoltà di violarla come desidera.

C’è anche una buona parte dell’opposizione che in 15 anni non ha mai alzato la voce per chiedere conto a Silvio dei suoi numerosi processi e del conflitto di interessi gigantesco che si porta dietro. C’è anche un Presidente della Repubblica che quella legge l’aveva firmata nonostante fosse palesemente incostituzionale. Ma la Corte ora ha stabilito che il Lodo Alfano era incostituzionale, come del resto poteva vedere a occhio nudo chiunque non fosse cieco. L’immunità ai processi per le quatto alte cariche dello stato, che in realtà serve sono a Berlusconi e non alle altre tre, rendeva di fatto alcune persone potenzialmente impunite per sempre, immuni alla legge.
In Italia infatti non ci sono limiti di mandato per il capo di governo nè per le altre tre cariche oggetto della legge, quindi ad esempio un premier che ha commesso un reato può teoricamente essere rieletto fino alla sua morte, e non essere mai processato. Questo era precisamente lo scopo di Berlusconi, e l’aspetto tragico della vicenda è che un buon numero di italiani, e anche 6 giudici costituzionali, gli avrebbero volentieri permesso di farlo. Ma se l’informazione è stata occupata e il Parlamento pure, con la Corte Costituzionale ancora non ci sono riusciti, quindi gli è andata male. Il Lodo è stato giudicato incostituzionale a norma dell’art. 138 della Costituzione, e questo significa che una simile immunità non può essere stabilita con una legge ordinaria, ma sarebbe necessaria una legge costituzionale, che può essere approvata dalle camere ma deve essere sottoposta a referendum se non passa con una maggioranza dei due terzi e lo richiedono un quinto dei parlamentari, 500.000 cittadini o 5 consigli regionali. Una procedura quindi che rende difficile, come diceva Gasparri, ripresentare la stessa legge con qualche modifica inventata da Ghedini. La Consulta ha citato anche l’art.3, quello che stabilisce appunto che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Il messaggio in pratica è che la Costituzione Italiana non ammette simili immunità e per introdurle bisognerebbe appunto cambiarla
Come farà adesso il nostro eroe a sfuggire alla giustizia? Innanzitutto si scatenerà la propaganda mediatica dei fedelissimi ai massimi livelli, per dire che viene tradita la volontà del popolo. Anche se non si capisce cosa c’entra la volontà del popolo con i guai giudiziari, tra l’altro molto privati, di un uomo solo. Berlusconi è coimputato nel processo Mills che riguarda l’accumulazione di fondi neri per non pagare le tasse e frodare i propri azionisti, è indagato per diffamazione aggravata e coinvolto in altri due procedimenti per i diritti tv Mediaset. Per il reato di corruzione semplice nel processo sul Lodo Mondadori, dove il premier è appena stato condannato in sede civile, era intervenuta la prescrizione. Ci sono inoltre le inchieste sulle stragi di mafia del 1992-1993, in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino, che si intrecciano con il processo Dell’Utri, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Come è possibile che nel 1992 un’intera classe politica sia stata spazzata via da una serie di inchieste sulla corruzione e ora molti italiani siano disposti a difendere anche di fronte all’evidenza un premier che ha utilizzato mezzi illeciti per costruire il suo impero editoriale? In questi anni grazie alla sua potenza mediatica Berlusconi è riuscito a convincere tanti italiani di essere un perseguitato dalla giustizia, quando in realtà è stato solo perseguito in base alla legge e a prove concrete. 
 
Francesco Defferrari 
 
  

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