Lo scudo retroattivo

AlfanoBerlusconiQuindici voti a favore e sette contrari: così ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha votato sull’emendamento che sospende i procedimenti contro le alte cariche dello Stato anche per i fatti precedenti all’assunzione della carica. Il via libera da parte dei finiani ha fatto subito urlare allo scandalo dalle fila dell’opposizione. Ma quel che è più grave è che ancora una volta, con tutti i problemi dell’Italia, il parlamento dovrà perdere tempo per discutere su una legge che interessa una sola persona.

Un provvedimento che, tra l’altro, è in palese conflitto con l’articolo 3 della Costituzione ovvero con il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Il via libera al lodo Alfano bis è dunque partito, ma prima dell’eventuale approvazione ci sarà un lungo cammino da affrontare. Trattandosi di una legge costituzionale avrà bisogno dell’approvazione dello stesso testo senza variazioni in entrambe le Camere per ben due volte. E nel caso l’approvazione dovesse avvenire con una maggioranza inferiore a 2/3 dei parlamentari, la legge sarà sottoposta a referendum confermativo.
Il voto a favore di Futuro e libertà ha ricompattato l’opposizione con la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che ha definito “vergognosa” la difesa degli interessi di una sola persona e ha detto “questo sì è l’ennesimo schiaffo alla giustizia”. La magia tra finiani e opposizione si è già rotta: il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha dichiarato che il voto da parte di Fli dimostra “un grosso deficit di coerenza”. Resta da capire se i finiani abbiano deciso di dire sì a Palazzo Madama per poi affossare la legge alla Camera. Anche se proprio lì gli esponenti di Futuro e Libertà hanno nuovamente voltato le spalle alla giustizia, contribuendo a negare l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Pietro Lunardi.
Alle critiche arrivate sul comportamento di Futuro e libertà – il profilo facebook di Filippo Rossi, direttore di Farefuturo web magazine, è stato preso d’assalto da simpatizzanti che hanno attaccato l’appoggio di Fli alla norma, – hanno provato a rispondere sia Gianfranco Fini sia Giulia Bongiorno spiegando che “la finalità del Lodo è salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa se non venissero sospesi i processi per fatti antecedenti all’assunzione della carica”.
Così anche se questo “scudo” per una parte dell’opinione pubblica (non necessariamente di sinistra) equivale a una grave ingiustizia, ecco che si va avanti. E se il nuovo lodo Alfano non dovesse essere approvato prima del 14 dicembre, quando la Consulta si riunirà per decidere sulla costituzionalità della legge sul legittimo impedimento e in caso di annullamento lascerebbe Berlusconi senza alcuno scudo giudiziario, ecco che già si pensa di presentare una legge di modifica al Legittimo impedimento. Solo così i tre processi in cui il premier è imputato a Milano potranno ancora essere bloccati.

Marianna Lepore

 
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