Letta come Dino Grandi

Berlusconi e Letta

I giornali internazionali, soprattutto quelli inglesi, si sono appassionati alle vicende private di Berlusconi. Tanto da fare anche scommesse scherzose su chi cadrà prima tra lui e Gordon Brown, il premier inglese finito in una serie di scandali parlamentari che paragonati ai nostri sembrano piccolezze. Il Times sostiene anche che Gianni Letta, storico braccio destro del premier, avrebbe preso le distanze da lui. Certo immaginare Letta come Dino Grandi. autore dell’ordine del giorno che destituì Mussolini nel 1943, è proprio la dimostrazione che la storia la prima volta è tragedia e la seconda è farsa, come scriveva Karl Marx

Allora se una cosa del genere succedesse davvero, se Berlusconi fosse sfiduciato dalla sua stessa maggioranza come nel 1994, potremmo chiederci cosa accadrebbe dopo. Nel caso di Mussolini fu imprigionato al Gran Sasso, ma liberato dai tedeschi per poter mettere in piedi un governo fascista fantoccio nel nord Italia più sanguinario e ridicolo del fascismo precedente. Berlusconi cosa potrebbe fare? Lui non ha molti alleati internazionali, soprattutto dopo i recenti avvenimenti, e pare difficile che l’amico Putin decida di invadere l’Italia per salvarlo. Ma magari potrebbe ricevere l’aiuto della Lega, abbandonare Villa Certosa e Palazzo Grazioli e tornare in Lombardia per fondare una repubblica indipendente con capitale Arcore. Sembra difficile che il parallelismo possa spingersi fino a questo punto. Anche se Berlusconi venisse sfiduciato, avvenimento che qui in Italia non sembra poi tanto probabile vista la fedeltà granitica dimostrata finora dalla sua maggioranza anche nei provvedimenti più controversi, resterebbe pur sempre padrone di tre televisioni. 
Il problema è sempre il conflitto di interessi che nessuno ha voluto risolvere negli ultimi 15 anni. Un imprenditore che è anche una potenza editoriale non può entrare in politica senza pregiudicare la democrazia. Infatti non succede mai nei paesi democratici. E’ successo in Thailandia ma non è un bellissimo esempio, visto che per questo è finita sull’orlo di una guerra civile. E qui torna il parallelismo con Mussolini, visto che anche in questo caso sembra molto difficile che l’Italia possa liberarsi della dittatura mediatica di Berlusconi con un semplice voto di sfiducia, ammesso che possa mai avvenire. Silvio ha tutte le intenzioni di restare aggrappato al potere con le unghie e con i denti, convinto come tutti i leader populisti che “il popolo” sarà sempre dalla sua parte. E dopo 15 anni in cui “il popolo” ha subito un costante lavaggio del cervello da parte delle sue televisioni, sempre attente a nascondere gli scandali e i processi di cui è stato ed è protagonista, forse nemmeno un “ordine del giorno Letta” sarebbe sufficiente per scacciarlo finalmente dalla politica italiana. 
Francesco Defferrari
 
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