Lega, il partito ingiustificabile

Italia

Matteo Salvini, deputato della Lega Nord alla Camera ed europarlamentare, già famigerato per aver proposto l’apartheid nei vagoni della metropolitana di Milano, è stato beccato a cantare una canzoncina contro i napoletani di pessimo gusto e si è dimesso da deputato. Lui dice per andare in Europa. Ma forse la maggioranza di governo, nonostante le leggi che fa e il leader che ha, conserva ancora un minimo di senso della vergogna. O più che altro è opportunità politica, per non pregiudicare i voti che il PdL prende nel Sud Italia. Di certo non perché quello che canta Salvini non sia apprezzato dai suoi elettori. 

Ricordiamo infatti che la Lega Nord è nata come partito che si vantava di disprezzare meridionali e romani. Nei primi anni 90 simili coretti contro i meridionali residenti al nord erano all’ordine del giorno. Ma bisogna anche chiedersi perché c’era questo odio contro i meridionali. 
Quando non cantano canzoncine di odio regionale, i leghisti dicono che il Sud e Roma sono stati finanziati per anni con le tasse del nord. Il che in parte è vero. Quello che dimenticano di dire è che le centinaia di migliaia di giovani meridionali che negli anni sono andati a lavorare al nord, spesso sfruttati per un tozzo di pane, hanno arricchito gli imprenditori del nord e in genere l’intera società settentrionale. E non solo gli imprenditori, ovviamente, ma anche tutti quelli che agli immigrati bene o male offrivano servizi, dalle case in affitto ai beni di consumo. 
Questa ricchezza umana e monetaria è andata al nord invece che restare al sud, ed è tornata al sud solo in parte con i soldi mandati dagli immigrati alle famiglie o con i pochi che hanno deciso di ritornare. Quindi riflettendoci un attimo il Sud non ha ricevuto nessun regalo. La redistribuzione nazionale delle tasse regionali era ed è dovuta. A questo bisogna aggiungere il fatto che il motivo principale per cui il Sud è diventato più povero del Nord è stato il furto e lo sfruttamento sistematico delle risorse del Sud attuata dopo l’Unità d’Italia dalla classe dirigente del Nord (con la complicità di una grossa parte dell’aristocrazia e dell’alta borghesia meridionale). 
Stessa storia per l’argomento “noi abbiamo sempre lavorato duramente mentre il Sud ha la mafia“. Tutte le mafie italiane hanno sempr avuto una collaborazione economica costante e capillare con l’economia del Nord. Gli imprenditori del Nord hanno mandato per anni rifiuti tossici al Sud e per anni hanno riciclato i soldi delle mafie. Continuano a farlo con molta allegria e se non fosse per la collaborazione economica del Nord la mafia non potrebbe nemmeno esistere.  
L’altro grande argomento della Lega contro i meridionali era che portavano degrado e criminalità nelle perfette e felici comunità nordiche. E qui c’è il solito meccanismo dell’identificazione del crimine in base all’origine di una persona. Un ladro è un ladro, la sua zona di provenienza è del tutto irrilevante per il danno che riceve la vittima del furto. I ladri sono una piccola parte dalla popolazione più povera e disagiata, che decide di ricorrere al crimine perché non crede di poter raggiungere il benessere che vorrebbe e che vede intorno a sè in modo legale. Se la parte più povera della società settentrionale era composta in gran parte da immigrati meridionali, ovviamente da lì veniva una parte del crimine. Ormai nessuno se lo ricorda più, ma nelle città settentrionali del 1800 l’odio sulla base della provenienza era rivolto a quelli che venivano dalle campagne, per lo stesso identico motivo. Contadini impoveriti venivano a vivere in città e visto che loro erano la parte più povera della popolazione, una piccola parte di loro si dedicavano ai furti, ma l’odio dei cittadini li colpiva tutti
Se tutta questa storia vi sembra vagamente attuale è perché lo stesso meccanismo di perverso egoismo adesso funziona con gli immigrati: noi europei abbiamo sfruttato e impoverito l’Africa e il resto del mondo per secoli, abbiamo bisogno degli immigrati perché sono manodopera a bassissimo costo facilmente sfruttabile ma poi li odiamo e diciamo che “rubano il lavoro”, “sono tutti delinquenti”, “portano degrado”. Ora sono gli immigrati, prima erano i meridionali, prima ancora i contadini inurbati. L’elemento comune è l’odio del privilegiato verso il povero. Perché il privilegiato ha bisogno del povero per sfruttarlo, ma poi gli dà fastidio che esista, che voglia diritti umani, che viva secondo la propria cultura senza conformarsi a quella del padrone. 
Nella criminalizzazione del “diverso” c’è anche una grossa falsificazione perché comunque il crimine compiuto da meridionali al Nord è sempre stato solo una parte del crimine totale, non tutto. Come ora i crimini commessi da immigrati non sono tutto il crimine d’Italia, ma solo una parte. E se domani sparissero dal Nord tutti gli immigrati come per magia che cosa succederebbe? che il Nord in breve tempo si impoverirebbe in maniera drammatica e i ladri tornerebbero a essere tutti di pura razza nordica
In altri paesi europei i partiti federalisti sono nati in zone che avevano subito torti storici da parte dei governi centrali. L’Irlanda oppressa dagli inglesi. I Paesi Baschi e la Catalogna privati di ogni diritto durante il franchismo spagnolo. La Scozia sottomessa all’Inghilterra a partire dal 1700. Si tratta di partiti federalisti che hanno oltretutto delle basi storiche valide. La Lega Nord invece non ha alcuna giustificazione per la sua esistenza, in primo luogo perché la Padania non esiste e non è mai esistita come entità geografica. 
E’ solo un partito del disprezzo, dell’egoismo, un partito separatista di chi prima ha guadagnato rapinando le terre degli altri, poi ha guadagnato sfruttando il lavoro degli altri e dopo pretende anche di avere ragione. I leghisti meriterebbero di avere un Nord molto più povero, privo di immigrazione meridionale, africana e straniera. Ma questo non accadrà mai perché la verità è che anche al Nord sono soltanto, nel complesso, il 19% dei votanti. Una minoranza di odio populista, reazionario e ignorante, a cui solo la mancanza di scrupoli di Berlusconi ha regalato uno spazio spropositato. 

Francesco Defferrari

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