Italia, un esempio per il mondo

La protesta dei deputati Idv al SenatoE’ triste pensarlo ma a volte può accadere che la vita di una persona, o persino le vicende di una nazione, non abbiano altro scopo che quello di costituire un esempio negativo che serva da ammonimento agli altri: ecco quello che accadrà se fate il mio stesso errore. L’Italia ad esempio è un caso che andrebbe studiato in tutte le università internazionali per capire come anche le democrazie con un’ottima Costituzione possono essere svuotate di significato e diventare qualcos’altro che democrazia non è più.

Certo tutti gli stati democratici hanno problemi ed evidenti limiti nell’applicazione reale del “governo del popolo”. Ma l’Italia è un caso particolarmente grave. A un uomo con un enorme potere sui media viene permesso di candidarsi alle elezioni, qualcosa che in altri paesi democratici non sarebbe mai stato permesso, ed ecco cosa succede: quest’uomo accumula un enorme potere basato su un vero e proprio culto della personalità, e la normale contromisura della democrazia, chi governa male perderà le elezioni, smette di funzionare. 
Quest’uomo infatti usa le istituzioni dello stato per arricchire le sue aziende e per emanare leggi in grado di salvarlo dai processi in cui è imputato per corruzione. Quest’uomo attacca impunemente la magistratura e la accusa di perseguitarlo, invece di sparire dalla scena politica dopo il primo avviso di garanzia come qualunque altro politico al mondo. Quest’uomo rimane leader di uno dei principali partiti italiani nonostante ci siano membri del suo partito e persino amici personali sospettati di collusione con la mafia, nonostante leggi che finiscono per favorire le organizzazioni mafiose, nonostante le mirabolanti promesse da campagna elettorale che al governo non vengono mai mantenute. 
Quest’uomo organizza feste nelle sue ville con i soldi dello stato, radunando giovani ragazze adoranti, e arriva addirittura a candidarle alle elezioni. Quest’uomo elimina dalla legge elettorale la possibilità di indicare i nomi, in modo da poter nominare i candidati su propria iniziativa affinché siano di provata fedeltà. Quest’uomo riesce a fare tutto questo perché oltre ad utilizzare le sue televisioni per fare propaganda politica quando è al governo fa lo stesso con la televisione pubblica, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non soltanto quelli di una parte politica. 
La verità, semplice ed evidente, che si tratta di un uomo che usa la politica per privati interessi scompare come per magia perché nelle televisioni italiane viene ribaltata. La storia inventata di Berlusconi, che lui sarebbe perseguitato dalla magistratura e dall’opposizione, sostituisce completamente la verità nelle coscienze di molti cittadini, che quindi continuano a votarlo. Per questo l’Italia di oggi dovrebbe essere studiata in tutte le università del mondo: ecco cosa può accadere in una democrazia se si viola il sacro principio della separazione dei poteri e si permette a un uomo che ha il potere mediatico di acquisire anche quello politico, sia esecutivo che legislativo. Oggi l’uomo che ha occupato il paese vuole sottomettere alla sua volontà anche il potere giudiziario, e può facilmente riuscirci grazie a un consenso costruito da 16 anni di propaganda a suo favore, e grazie alla vigliacca acquiescenza di gran parte dell’opposizione. Lo dimostrano le norme appena approvate sul processo breve: i sei anni di durata massima non servono a snellire la giustizia, ma soltanto a salvare il capo dai suoi guai giudiziari. 
Forse per l’Italia è troppo tardi, non ci sono più speranze. E’ triste ma tutto questo, che non ha alcun significato positivo per noi, potrebbe almeno servire a mettere in guardia le altre democrazie del mondo.

Francesco Defferrari

 
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