La piazza è sola

La grande manifestazione della Fiom a Roma ha avuto un’enorme partecipazione, nonostante i tentativi del ministro dell’Interno di dipingerla come una marcia di potenziali sovversivi. Molta affluenza hanno registrato anche le precedenti manifestazioni per la scuola e l’università, il NoBday2 del Popolo Viola, il raduno del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. C’è quindi un Italia che resiste ad un governo più volte delegittimato da scandali di corruzione, legami con la mafia e altre storie poco edificanti.

Un governo che ha occupato la democrazia con la propaganda televisiva, è impegnato a distruggere lo stato sociale e soprattutto non ha nessuna concreta proposta di sviluppo per il presente e il futuro. Di fronte a questo l’Italia vitale e arrabbiata che resiste nelle manifestazioni di piazza purtroppo non basta.
In un sistema democratico infatti bene o male perché le cose cambino è necessario che un governo cada, che si indicano nuove elezioni e che una nuova maggioranza prenda il posto della vecchia. Sarebbe anche utile se questa nuova maggioranza avesse davvero intenzione di fare una politica diversa, trovare strade nuove per lo sviluppo del paese e dare speranza ai giovani che ora come ora possono sperare soltanto nella mera sopravvivenza. 
Ma in Italia purtroppo non c’è niente di simile. Le varie componenti dell’opposizione sono divise sia negli scopi che nei fini, ed è praticamente impossibile immaginare che una serie di partiti incompatibili sotto molti aspetti possano formare un governo alternativo all’attuale. Se l’opposizione in parlamento è inefficiente e debole, nel paese è forte, come queste manifestazioni hanno dimostrato. Esiste un’Italia che sarebbe disposta ad unirsi in nome dei valori indicati nella Costituzione Repubblicana, ma i parlamentari non sembrano disposti a fare lo stesso in tempi brevi. Uno dei principali partiti d’opposizione infatti era notoriamente assente e dopo la manifestazione coglie subito anche questa occasione per nuove gratuite divisioni.
E il cambiamento è qualcosa di molto difficile e lontano, fino a quando la piazza resterà sola, priva di una classe politica capace di rappresentarla. 

Francesco Defferrari

 
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