Legge 40, incostituzionale e sbagliata

Madrefiglio

Se non c’è niente nel Parlamento italiano che possa impedire al Vaticano di imporre un regime teocratico in Italia, resta ancora il baluardo della Corte Costituzionale. Che il 1 aprile ha in parte bocciato la Legge 40 sulla fecondazione assistita per illegittimità costituzionale nell’articolo 14, comma 2, dove prevede un “unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre” di embrioni, e al comma 3, dove prevede che il trasferimento degli embrioni sia realizzato appena possibile “senza pregiudizio della salute della donna”. 

A fare ricorso sono stati il Tar del Lazio e il Tribunale di Firenze a cui si erano rivolti la World association of reproductive medicine (Warm) del professor Severino Antinori e una coppia di Milano affetta da una grave malattia genetica, che secondo la legge 40 sarebbe condannata, come tutte le coppie portatrici di simili malattie, a correre il rischio di generare figli malati, anche se la medicina moderna potrebbe facilmente evitarlo. La legge 40 resta ancora parzialmente in piedi, e resta completamente sbagliata. La decisione della Corte ora elimina almeno in parte l’incostituzionale disparità di trattamento tra le donne in condizioni fisiche diverse che si sottopongono alla fecondazione assistita, ma continua a limitare la libertà delle donne di decidere autonomamente per se stesse e per i propri figli. Continua a limitare la possibilità dei medici di prendere la decisione migliore per tutelare la salute della futura madre e del nascituro senza dover sottostare a proibizioni irrazionali. Rimane l’impossibilità di utilizzare ovuli o seme da donatori estranei alla coppia, anche fratelli e sorelle, un’opportunità che sarebbe vitale per le coppie con gravi problemi di infertilità. 
E rimane in vigore il punto principale per cui questa legge è sbagliata: che il Vaticano e i suoi esecutori politici non hanno alcun diritto di imporre le loro molto opinabili convinzioni a tutti i cittadini italiani in merito a scelte private come la maternità e la salute, cioè il diritto delle donne a decidere del proprio corpo, senza che sia la Chiesa a farlo.
Con la legge 40 i diritti dell’embrione, una vita solo potenziale, prevalgono sul diritto alla salute delle donne e dei bambini. L’aspetto ironico di tutto questo è l’atteggiamento schizofrenico della Chiesa. Per quanto riguarda la nascita, la medicina moderna non va bene e bisogna proibirla. Invece, per quanto riguarda la morte, la medicina moderna va benissimo per tenere in vita artificialmente chi dovrebbe naturalmente morire. L’elemento comune è la volontà di limitare i diritti delle persone da parte di una Chiesa che ha sempre preferito imporre piuttosto che suggerire, in totale antitesi agli insegnamenti a cui dovrebbe ispirarsi. Il guaio dell’Italia è che abbiamo un Parlamento sempre ansioso di inginocchiarsi. In fondo che gliene importa ai politici italiani, non è che loro abbiano davvero intenzione di rispettare le leggi che emanano. Quello tocca solo al cittadino comune.    

Legge 40 dopo la Corte Costituzionale, gli esperti si interrogano, su Aduc Salute

Francesco Defferrari

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