Pisapia scuote Milano

PisapiaMilanoEra la città su cui si puntava, quella che negli ultimi anni non aveva dato nessuna possibilità di sognare al centrosinistra ma ieri Milano ha dato un brutto colpo al Pdl tanto che né Bossi né Berlusconi sono usciti per dichiarazioni con la stampa. Si va al ballottaggio nel capoluogo lombardo e quel che è più duro accettare è che il candidato del centrosinistra, Pisapia, è al 48% contro una Moratti (in corsa per un secondo mandato) al 41,6%.

Troppo presto per parlare di vittoria a sinistra, in due settimane il Pdl si giocherà tutto ma oltre sei punti di vantaggio fanno salire l’adrenalina anche in un candidato tranquillo come Giuliano Pisapia. In pochi avrebbero scommesso su questo risultato in una città in cui dal 1993 il centrosinistra non era mai arrivato al ballottaggio.
E il risultato milanese si aggiunge alla vittoria del centrosinistra a Torino e Bologna e a un altro ballottaggio insperato a Napoli, dove il candidato del centrodestra Lettieri, al 38,5%, dovrà vedersela con De Magistris (al 27,5%), dell’Italia dei Valori, che ha avuto la meglio su Morcone il candidato del Pd fermo al 19,2%. E dove c’è stato un crollo di votanti con oltre sei punti in meno, intorno quasi al 40%.
Ma è il risultato del capoluogo lombardo quello che sconvolge il Pdl e la Lega. Berlusconi aveva chiesto il plebiscito ai milanesi e invece alla fine è ben lontano dalle 52.577 preferenze raccolte nel 2006: il premier si deve accontentare di poco più della metà (27.972), secondo i dati definitivi forniti dall’ufficio elettorale del Comune di Milano. La Lega Nord può consolarsi con alcune amministrazioni vinte, ma il dato milanese brucia soprattutto perché la Moratti, ai leghisti, non è mai particolarmente piaciuta. Così come non era piaciuta l’uscita contro Pisapia che semmai ha avuto l’effetto opposto di quello sperato, convincendo gli indecisi di destra a non appoggiare il sindaco uscente. Gaetano Quagliarello, del Pdl, cerca di spiegare gli errori dicendo che “La campagna elettorale è stata zigzagante, senza una linea coerente, certe radicalizzazioni improvvise pagano per altri, non per un partito moderato come il nostro”.
Ma erano le facce degli esponenti Pdl ospiti ieri sera nei vari programmi di approfondimento che raccontavano meglio dei dati l’incredulità per quello che stava succedendo. Stessa incredulità anche per Giuliano Pisapia che, sulla sua pagina Twitter, ha commentato le prime proiezioni così: “Prima proiezione, campione 5%: 45% Pisapia 44% Moratti. E’ solo la prima – è scritto sul suo profilo – ma è una iniezione di adrenalina”.
La Moratti quando finalmente rilascia una dichiarazione parla di “un segnale molto forte” e aggiunge che adesso “dobbiamo parlare di cose concrete”.
Perché al contrario delle elezioni nazionali, quando si parla di amministrative l’elettore fa una scelta, decidendo di premiare o non premiare la continuità di un programma. Così si spiega a Napoli il solo 20% ottenuto da Morcone, idealmente la continuazione di Bassolino e Iervolino totalmente incapaci in questi lunghi anni di risolvere la questione rifiuti.
È la credibilità dei candidati che fa la differenza. Per ora le bocche si aprono poco nel Pdl, ma la resa dei conti è già cominciata. L’alleanza Bossi-Berlusconi, così come stanno le cose oggi, non potrà sopravvivere indenne fino al 2013. Le scelte sono rinviate al 29 maggio. La strada oggi sembra in salita, per la Moratti e soprattutto per Berlusconi.

Marianna Lepore

 
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