Campagna elettorale

Il sacco di Roma del 410dcLe elezioni regionali sono alle porte e lo scandalo della protezione civile non è roba da poco. Imprenditori che si arricchiscono nelle disgrazie con la complicità di chi assegna gli appalti per la ricostruzione. In nazioni dotate di stampa libera e coscienza civile fatti del genere possono portare alle dimissioni immediate di un intero governo. In Italia invece non abbiamo niente di simile e quindi è sufficiente un finto annuncio elettorale da parte del premier.

Promette pene più dure contro i corrotti, ma cambia subito idea. Intanto tutti gli esponenti della maggioranza coinvolti nelle più gravi indagini dell’ultimo anno, come Cosentino, Fitto e ovviamente Bertolaso, sono ancora al loro posto. Se offrono le loro dimissioni, il premier comunque le rifiuta. La comica migliore è quando Berlusconi dice di volere la politica pulita del 1994. Proprio oggi che al processo contro Dell’Utri i testimoni sostengono che Forza Italia era nata in quegli anni da un patto con la mafia. La chiamano politica pulita. Ma in Italia si può raccontare qualsiasi bugia, e le più banali mosse di propaganda funzionano sempre, perché l’opposizione è incapace di sfruttare le difficoltà del governo, non avendo un programma chiaro né la capacità di differenziarsi.
Anche l’IdV ormai sostiene la candidatura di un politico indagato, quindi è difficile considerarlo una vera alternativa alla politica della corruzione imperante. L’informazione poi ovviamente obbedisce a chi la possiede, il premier in carica. A parte le sue reti televisive, i suoi giornali e le sue numerose riviste ci sono i programmi Rai, in cui per “par condicio” chi presenta dei fatti sgraditi al governo viene contestato dalle opinioni basate sul nulla urlate dagli appositi scherani del padrone di tutto. Invece nelle trasmissioni favorevoli al governo, come il Tg1 e Porta a Porta, il contraddittorio è facoltativo. In questa situazione desolante, con l’Italia in mano a bande di briganti senza scrupoli nella quasi totale ignoranza dei cittadini, la maggioranza può continuare a governare senza problemi e persino avere un buon risultato alle elezioni regionali. D’altra parte nulla fa pensare che l’opposizione voglia essere davvero diversa. 
Ogni cosa insomma va avanti come al solito e ai cittadini onesti spesso non resta che l’amara, autolesionista speranza che prima o poi tutti i nodi vengano al pettine, che il sistema di furti e clientelismo alla fine crolli e tutti riescano a vederlo per quello che è. Peccato che sia accaduto già una volta, nel 1992 con Mani Pulite. E il sistema semplicemente è stato ricostruito come prima, peggio di prima. 

Francesco Defferrari

 
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