Il giorno del giudizio

Può arrivare davvero il giorno del giudizio per Silvio Berlusconi? Il premier è sempre riuscito finora a salvarsi dai molteplici processi che ha affrontato. Perché era innocente, sostengono i fedelissimi, ma in realtà perché ha adeguatamente cambiato alcune leggi o i reati sono finiti in prescrizione. Il processo che lo attende per sfruttamento della prostituzione minorile potrebbe però essere molto più difficile da evitare o affossare.

Non che Berlusconi e la sua maggioranza non abbiano intenzione di provarci, e infatti minacciano in questi giorni una serie di leggi di cosiddetta “riforma” della giustizia che nascondono, non molto bene, la reale intenzione di salvare il premier dai suoi problemi giudiziari. Il piano potrebbe anche riuscire. Nonostante nel paese e tra gli elettori la fiducia verso Berlusconi sia notevolmente calata, in Parlamento i deputati si fanno “convincere” facilmente a passare dalla sua parte e quindi la maggioranza rimane per ora solida. Berlusconi ovviamente teme il giorno del giudizio sopra ogni cosa e farebbe di tutto per sfuggirgli.
Le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica non fanno però pensare che eventuali nuove leggi ad personam possano ricevere una facile sponda al Quirinale. Ma a parte questo Berlusconi potrebbe non riuscire a salvarsi semplicemente perché in tutti gli anni in cui è stato al governo, ormai ben nove in totale, è riuscito a realizzare quasi nulla delle riforme tanto annunciate, e negli ultimi due anni non è riuscito nemmeno a far votare la gran parte delle leggi ad personam che i suoi fedeli avevano preparato. Oltre ad essere stato insomma un fallimento come premier, perché impegnato nei suoi interessi personali più che in quelli del paese, Berlusconi rischia di fallire completamente anche nella difesa dei suoi interessi personali. Sarà una sorta di nemesi storica che porta i dittatori, veri o aspiranti tali, a strafare, o più semplicemente l’arroganza di chi crede di potersi permettere tutto alla fine si ritorce contro chi la pratica.
Per fortuna non sembra un buon momento per i dittatori, in molti paesi del mondo: in Tunisia e in Egitto il giorno del giudizio è già arrivato, mentre si avvicina sempre di più nella Libia di Gheddafi, grande amico di Berlusconi, ricevuto in Italia più volte con tutti gli onori, e nuove proteste ci sono state in questi giorni anche in Algeria, Iran, persino in Cina. Forse alla fine dei conti tutto il controllo dell’informazione e persino la repressione non bastano per mantenere il potere per sempre, forse prima o poi per tutti i cattivi governi, che siano ingiusti, non democratici, incapaci o corrotti o tutte queste cose insieme, arriva un giorno del giudizio. 

Francesco Defferrari

 
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