Umanità nella maggioranza

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Immigrati nei campi in Puglia

Oggi entra in vigore il decreto sicurezza, un capolavoro di legge che criminalizza i clandestini e rende impossibile a persone che già vivono una situazione difficile e spesso drammatica andare in ospedale, riconoscere i propri figli, trovare una casa, mandare denaro alle loro famiglie, chiedere l’intervento delle forze dell’ordine se sono vittime di un reato, oltre al fatto che possono finire in carcere per non aver fatto assolutamente niente.  Centinaia di migliaia di persone che sono clandestini, non perché delinquono ma semplicemente perché costretti a lavorare in nero per sopravvivere, diventano in pratica non persone prive dei minimi diritti civili garantiti da tutte le convenzioni internazionali e dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo di cui l’Italia è firmataria. In tutto questo la sanatoria di colf e badanti non basta di certo a redimere una legge che è di per se stessa criminale, oltre che una schifosa manovra propagandistica priva di qualsiasi utilità reale.
Mentre in Italia si vedono i primi fantastici risultati di questo decreto, come persone che muoiono perché hanno paura di andare dal medicoragazze come Fatima e donne come Nabruka che si suicidano per paura di essere cacciate dall’Italia e donne anziane a cui viene confiscata la casa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è emblematico che l’entrata in vigore del decreto vergogna coincida con l’anniversario della tragedia di Marcinelle. Quando gli immigrati clandestini disprezzati e discriminati in tutta Europa eravamo noi, nel 1956, 136 italiani emigrati in Belgio morirono nel crollo di una miniera. Un lavoro duro e ovviamente privo delle minime garanzie di sicurezza, perché quando ci sono uomini senza diritti è possibile sfruttarli e ucciderli senza alcun ritegno. 
In questa occasione si levano almeno due voci dissonanti all’interno della maggioranza. Una è quella del presidente della Camera Gianfranco Fini. “Il lavoratore va rispettato anche se non ha i documenti – dice Fini – L’emigrazione italiana non è stata soltanto caratteristica del nostro meridione. Quanti veneti, quanti piemontesi, quanti lombardi emigrarono. Questo vorrei che lo ricordassero quegli esponenti politici che oggi in Italia rappresentano una parte degli elettori del nord. Da Marcinelle viene l’insegnamento a rispettare l’immigrato: all’epoca gli italiani che lavoravano in Belgio non erano extracomunitari soltanto perchè quella parola non era stata ancora inventata, ma spesso erano considerati diversi, i ‘musi neri’ e in alcuni casi c’era la scritta ‘non entrino gli italiani’. La loro sorte non era molto diversa dalla sorte che oggi hanno i lavoratori stranieri che oggi vengono in Italia. Poi, è chiaro che dobbiamo integrarli garantendo la sicurezza, ma dobbiamo soprattutto rispettarli come uomini e come donne”.
L’altra è quella del deputato Pdl Mirko Tremaglia, che essendosi sempre occupato dei diritti degli italiani nel mondo, dimostra coerenza con la sua storia politica:  “Il ricordo degli emigranti italiani morti l’8 agosto 1956 serva anche nei confronti di chi, sbagliando, vuole leggi contro l’immigrazione clandestina, che non esiste come reato – ha detto – La nostra gente non aveva un contratto, i nostri emigrati avevano questo tipo di vile compromesso: tanto carbone, tanti uomini in cambio. Una spaventosa tragedia che purtroppo si è ripetuta in molte parti del mondo. Il nostro è un impegno morale e assoluto: difendiamo chi lavora e chi emigra. Per questo abbiamo deciso un’azione anche parlamentare contro il reato di emigrazione clandestina. Scendiamo in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per motivi di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai maltrattamenti e alla privazione dei diritti degli emigranti che rispettano in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza”. 
Pare che ci sia umanità anche all’interno della maggioranza. Purtroppo è difficile che riesca a prendere il sopravvento contro le pulsione razziste della Lega e contro gli interessi di Berlusconi, che ai leghisti concederà qualsiasi cosa purché continuino ad appoggiarlo nonostante i suoi continui tentativi di distruggere la democrazia. Peccato che AN sia confluita nel PdL, altrimenti poteva sostituire all’opposizione l’inestistente PD che anche oggi, con qualche eccezione come Livia Turco che parla del suicidio di Fatima, nonostante l’entrata in vigore di una delle leggi più vergognose della storia repubblicana, come al solito è latitante

Francesco Defferrari

 
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