Il crimine ha la maggioranza

Cosentino alla CameraLa maggioranza del parlamento italiano ha votato per impedire alla magistratura di usare le intercettazioni in cui un deputato ed ex sottosegretario del governo parla per 46 volte con uomini legati alla Camorra. Non servono molte altre prove, casomai qualcuno non avesse visto tutto quello che è successo negli ultimi 16 anni, per sapere che il crimine ha la maggioranza nel paese.

L’Italia non è mai stata esattamente una vera democrazia, piuttosto un’oligarchia mascherata, ma in nessun altro periodo storico, nè ai tempi del governo liberale seguito all’Unità, nè ai tempi del corrottissimo pentapartito che ha governato fino a a Mani Pulite, nemmeno ai tempi del fascismo la Casta avrebbe mai osato difendere apertamente un suo esponente su cui gravano sospetti così pesanti. Perché se lo avesse fatto l’opinione pubblica avrebbe protestato, si sarebbe indignata, sarebbe insorta, anche se l’informazione non era di certo libera nemmeno in passato ma, come oggi, rigidamente controllata dal potere.
Il voto del 22 settembre dà un’immagine precisa dello stato del paese molto più degli intrighi di Berlusconi per far fuori Fini, della possibile crisi di governo e della questione sulla proprietà della casa di Montecarlo attribuita al cognato del Presidente della Camera. Almeno 15 deputati dei gruppi che avevano annunciato il voto favorevole all’utilizzo delle intercettazioni, Fli di Fini, Pd, Udc, Idv, hanno votato poi, in segreto, contro. Inevitabile visto che i guai giudiziari e la diffidenza verso la magistratura non sono soltanto patrimonio del PdL. Ha votato contro le intercettazioni ovviamente quella Lega Nord che invoca punizioni esemplari contro i crimini degli immigrati ma chiude tutte e due gli occhi di fronte alla mafia e alla corruzione. 
Questo voto sarebbe risultato inaccettabile all’opinione pubblica se gli italiani sapessero quanto sono seri i sospetti che gravano su Cosentino, ma grazie allo stretto controllo dell’informazione e all’assenza di un’opposizione degna, la maggioranza dei cittadini non lo sa affatto.
Questo voto, anche se la maggioranza ha vinto in fondo per poco, dà tutta la misura del profondissimo degrado in cui l’era Berlusconi ha portato il paese e della pesantezza della cappa di disinformazione e disinteresse che pesa su tutti i cittadini italiani. I quali,  attraverso i loro rappresentanti in parlamento, il 22 settembre 2010 hanno votato in maggioranza per difendere il crimine dalla giustizia. 

Francesco Defferrari

 
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