I sogni non hanno prezzo, ma il dicastero al turismo sì

Michela Vittoria Brambilla

“Voglio diventare ministro del Turismo”, aveva chiesto Michela Vittoria Brambilla, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, nel giorno del suo insediamento. Come darle torto: alla Carfagna erano andate le pari opportunitá, a Stefania Prestigiacomo l’ambiente, a Giorgia Meloni le politiche giovanili e a Mariastella Gelmini l’istruzione. E poi si sa “i sogni son desideri”

E con una fatina d’eccezione come Silvio Berlusconi non potevano che diventare realtà. Così, dopo sedici anni dall’abolizione, il presidente del Consiglio farà risorgere il dicastero del turismo, ma solo dietro il benestare del presidente della Repubblica Napolitano. 
Certo le problematiche del settore sono di competenza regionale e non certo dello Stato centrale, come ha recentemente ricordato il leader della Lega, Umberto Bossi. Dunque, ri-istituire un dicastero abolito nel 1993 con un referendum popolare quasi plebiscitario, con circa l’82 % di voti, significherebbe innescare un processo contrario a quello federalista. D’accordo l’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, che ha precisato che in “questi sedici anni di assenza del ministero, le singole Regioni si sono organizzate ed hanno fatto promozioni continue delle loro attrazioni in Italia e all’estero”.
Inoltre, bisogna considerare che gli italiani sono sempre più poveri, i prezzi sono troppo alti e non competitivi con l’estero, dunque che il settore è in crisi. Per capirlo basta dare un’occhiata alle cifre, esibite da Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e riportate dal sito Libero: “un calo del 24% del giro d’affari nei primi mesi dell’anno e una flessione dell’occupazione tra il 5% e il 7%, che potrebbe portare a una fuoriuscita di centomila lavoratori diretti e cinquantamila indiretti nelle attività connesse al turismo”.
Ma il nuovo dicastero potrebbe essere  dunque utile. Non a caso il sottosegretario Brambilla ha già adottato delle misure. Ha pensato, per esempio, alle famiglie a basso reddito, alle quali sarà destinato un bonus vacanza. Ottima idea se non fosse che il credito non è utilizzabile dalla prima settimana di luglio all’ultima di agosto e nel periodo natalizio, dal 20 dicembre al 6 gennaio, cioè proprio nei mesi in cui la tipologia di lavoratori, operai e precari, a cui sarebbe destinato il bonus, potrebbe veramente usufrirne. 
Dicastero sì, dicastero no. Il segretario generale della rappresentanza sindacale Cisl della Fisascat è favorevole, contraria, invece, l’Aduc per la quale sono “solo soldi buttati”, che potrebbero essere destinati al settore. Utile o meno non importa perchè il nuovo dicastero è, soprattutto, la realizzazione di un sogno e come tutti i sogni: non hanno prezzo.

Emiliana Avellino

 

 

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