Berlusconi non ci sarà

BerlusconiprocessoimpeditoDiciamo che se lo aspettavano tutti e che non dovrebbe quasi essere una notizia. Dopo aver fatto approvare leggi di ogni tipo per non farsi giudicare, alcune di queste poi dichiarate incostituzionali, sarebbe stato molto strano se Silvio Berlusconi avesse annunciato la sua presenza alla riapertura sul processo Mills a suo carico. I giudici hanno fissato per il 4 dicembre il processo, ma il premier sarà legittimamente impedito.

Niccolò Ghedini ha, infatti, annunciato che Berlusconi proprio il 4 dicembre ha il Consiglio dei ministri. Una mossa, questa, che potrebbe far alzare ancora di più il livello dello scontro tra magistratura e politica, messo già in crisi dal disegno di legge sul processo breve.
“Rispetto alla giustizia il vero eversore è Berlusconi, preoccupato solo di sfuggire ai processi che lo vedono coinvolto. Tutto questo anche a costo di sabotare il sistema giustizia a discapito di tutti i cittadini onesti”, ha affermato in una nota il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi.
Si sapeva che la data del processo sarebbe stata vicina anche perché i nuovi giudici che dovranno giudicare il premier avevano già deciso di utilizzare gli atti formati negli anni precedenti sullo stesso procedimento. Un duro colpo per i difensori del premier che avrebbe ro preferito ricominciare tutto dall’inizio, vedendo quindi vicina la fine del processo (grazie all’eventuale approvazione della nuova legge) perché troppo lungo.
Ma il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, ha rilevato “l’efficacia degli atti formati prima della dichiarazione di astensione fondata quest’ultima su particolarissima causa”.
Per il giudice, infatti, l’ex collegio giudicante è stato costretto ad astenersi per “una causa del tutto estranea al dibattimento”. Nessun motivo quindi per cui gli atti perdano valore. Da qui la scelta di fissare al 4 dicembre la prima udienza, spiazzando tutti.

Il processo era iniziato nel marzo 2007, poi stralciato nel 2008 per effetto del Lodo Alfano, poi giudicato incostituzionale dalla Consulta. Da qui la ripresa del procedimento, ma con altri magistrati. L’altro imputato, David Mills, che sarebbe stato corrotto da Silvio Berlusconi per dichiarare il falso, nel frattempo è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari, sentenza confermata anche in appello.
Ma dai difensori di Berlusconi arriva subito una dichiarazione che fa capire come, i prossimi mesi, saranno per questo procedimento molto difficili. “Il fatto che il tribunale abbia dichiarato che gli atti compiuti prima della sospensione per il lodo Alfano nel processo Mills siano efficaci, non vuol dire che saranno utilizzabili”, ha dichiarato Niccolò Ghedini. Una strategia che potrebbe permettere di acquistare ancora tempo prima di far approvare dal parlamento il processo breve. Perché dopo l’ultimo richiamo di Berlusconi alla sua maggioranza con le parole “chi non si adegua è fuori”, e dopo le rassicurazioni del presidente della Repubblica che ha detto alla stampa, “nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini elettori il consenso necessario per governare”, sembra chiaro che il processo breve non incontrerà molti ostacoli.
E il nuovo anno porterà solo buone notizie all’imputato Berlusconi.

No al processo breve, 410mila firme

Marianna Lepore


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