Politica in vendita

parlamentoC’e’ chi è convinto che si tratti di un principio accettabile, c’è chi inorridisce. E’ un problema che non può essere taciuto o fatto passare come fosse una delle tante notizie sciorinate giornalmente e  cestinate il giorno dopo. Stiamo parlando di carriere politiche e di nomine a ministri e parlamentari, a consiglieri e governatori. A persone destinate a salire nella dimensione della politica per amministrare e prendere decisioni sulle nostre esistenze.

Che sia un fatto privato e di libertà sulle decisioni relative alle proprie scelte, rimane un problema personalissimo e di coscienza; ma ritenere che questa libertà personalissima abbia la possibilità di incidere sulla realtà, credo sia una problematica da affrontare seriamente.
L’affermazione del principio, del quale discutiamo, tiene conto solamente di fattori genetici ed esterni; visibili e diretti al godimento dell’occhio, che risvegliano i sensi e portano ad abbassare la coscienza ed a sopravvalutare la persona in oggetto.

Non solo femmine, pronte a vendersi, ma maschi, pronti a svilire la propria coscienza, ammesso che abbiano una vera coscienza, pur di affermare le proprie aspettative. Tra uomini e donne il problema  resta identico, perché si usa qualcosa di sé per raggiungere degli obiettivi. C’è chi usa il corpo fino alle decisioni estreme; c’è chi usa la propria coscienza. Non cambia nulla. Alla base c’è la vendita sul mercato della vita e della politica, di parte di sé; c’è un abbassamento dell’etica e della morale; c’è una pochissima considerazione del proprio essere, momentaneamente calpestato, ed in attesa di risorgere e di trovare realizzazione del sé.

Accanto ad una politica che tende alla qualità, orbitano esseri piccolissimi, a cui viene assegnato un ruolo sociale e politico, che dimostrerà, poi, i danni provocati nel sociale. 
Chi vende parte di sé non può essere degno di qualità; non ha merito e non potrà produrre una buona politica. Il mondo della politica è troppo chiacchierato e dimostra che la sua realtà è poco credibile, insicura, arrogante, inconsistente. Un mediocre non potrà mai produrre azioni degne; il suo prodotto sarà molto limitato, incerto, formale, privo di quella sostanza che potrebbe cambiare e riformare.

La politica è e deve restare una cosa molto seria; è dalla politica che si producono le leggi del Paese; dare in mano a chi è abituato a vendere il corpo o la propria coscienza significa strumentalizzare il popolo degli elettori, illudendoli ed ingannandoli.
L’inganno e l’illusione fanno parte del gioco politico e vanno a vantaggio dei tanti che detengono il diritto di scegliere, nel labirinto dei moltissimi che, pur di arrivare, sgomitano in qualsiasi modo, pronti soltanto a salvare le forme e la faccia, ma ad abdigare alla sostanza.
L’uomo che si vende e la donna che si concede sono il frutto dell’identico pensare: un deleterio esempio di arrivismo e di opportunismo, modi che nella mercificazione della coscienza o del corpo costruiscono la propria esistenza.

Difficilmente si potrà ritornare ad una società di merito, perché la società di merito non c’è mai stata.
La società è ammalata, perche le istituzioni sono ammalate, e lo sono in quanto gli uomini sono opportunisti e dediti all’arricchimento: sport preferito di una certa politica, fatta di mondanità, di superficialità, di personalismi, di leggerezza, di immagine; elementi che nulla hanno a che vedere con le qualità dell’essere uomo, ma con il suo non-essere-uomo.

Un uomo senza qualità è un prodotto della materia socio-economica, e, come tale, può solo produrre materialismo ed opportunismo, leggerezza ed inconsistenza, mai sostanza; quella sostanza necessaria per arrivare alla proclamazione dei sani principi di vita, basati solamente sul merito e sulle qualità di ciascuno.
La società capitalista è retta dalla proprietà e dal mercato; il tutto si permea intorno a questi elementi di materia, che informano di sé lo stesso uomo, che si modella su di essi, per divenire strumento atto a realizzare un materialismo esistenziale, pronto ad assumere la maschera della degenza e della falsa morale, per nascondere le brutture della propria prostituzione morale.

E ne sovviene un carattere particolare, fondato sull’arroganza, quale frutto dell’essere, inconsapevole, incapace, limitato, impossibilitato di grandi elaborazioni ed analisi; pronto e capace di appiattire il reale e di ritornare verso un passato, vera fonte di conoscenza, e da dove può scopiazzare qualche ideuccia, fatta passare per restaurazione dell’ordine, nell’impossibilità vera di trovare nuove idee per riformare il sociale.

Per una vita di qualità ed una politica che sia tale, occorre il coraggio di sapere affrontare l’esistenza con le proprie forze e sapere vincere le battaglie quotidiane con la consapevolezza di essere uomini veri, autentici e naturali.
Proiettare la propria ombra sui muri scalcinati, come ricorda il Montale in “Non chiederci la parola“, non è da uomini.

Cesare Pisano

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