Buon compleanno, Twitter

Twitter5anniHa cambiato completamente il modo di comunicare e di fare informazione ma nonostante sia diventato per molti una normalità, Twitter oggi spegne solo cinque candeline. Il primo twit come viene soprannominato il breve messaggio di testo, è stato lanciato il 21 marzo del 2006. Jack Dorsey, attuale presidente del Consiglio di Amministrazione della società, scriveva al socio, “@Jack: inviting coworkers”.

Cinque anni dopo sono oltre 200 milioni gli utenti che ogni giorno comunicano con messaggi di soli 140 caratteri. E twitter è entrato a pieno titolo nelle cronache quotidiane, grazie anche al largo uso che ne fanno attori, registi, politici. Così anche la valutazione del network continua a crescere ed è ormai prossima ai 10 miliardi di dollari, anche se resta ben lontano dal fenomeno inarrestabile di Facebook.
Twitter, però, ha avuto un ruolo molto importante in questi ultimi anni nel contribuire a innescare rivoluzioni reinventando il concetto di giornalismo partecipativo. Proprio attraverso Twitter sono arrivate alle redazioni delle maggiori testate internazionali le testimonianze, le immagini e le notizie dell’onda verde in Iran, della rivolta egiziana e della guerra in Libia. Proprio in seguito alle proteste dei giovani dopo la falsificazione delle elezioni presidenziali in Iran nel 2009, Twitter è stato considerato da Clay Shirky e molti altri come uno degli strumenti chiave con i quali il movimento di piazza ha potuto far sentire la propria voce su scala internazionale, nonostante la repressione e la censura mediatica del regime di Teheran.
Molti oggi si chiedono se questo social network, come Facebok, YouTube e i blog, sia veramente capace di permettere la trasparenza o non sia solo un fenomeno mediatico. Ma è certo che Twitter sia diventato (come lo definisce il co-fondatore Biz Stone) uno “strumento di democratizzazione” tanto che anche durante le rivolte in Maghreb è stato utilizzato per aggirare la censura imposta dai regimi. Così come era già successo con le proteste in Tunisia nel dicembre del 2010, o in Egitto, Libia, Arabia Saudita, Yemen.
Punto di forza di questo nuovo modo di comunicare è l’immediatezza dell’informazione e la possibilità di inviare messaggi in rete anche con un semplice sms, senza collegarsi a Internet.
Anche Barack Obama usava in continuazione Twitter durante la sua campagna presidenziale, rimanendo in costante contatto con i suoi elettori. Tanto che nella notte della vittoria, nel 2008, postò questo tweet: “@barack obama: We just made history. All of this happened because you gave your time, talent and passion. All of this happened because of you. Thanks.” (“Abbiamo appena fatto la storia. Tutto questo è accaduto perché avete dato il vostro tempo, i vostri talenti, la vostra passione. Tutto questo è accaduto grazie a voi. Grazie”.) Gli scontri nati subito dopo le elezioni del 2009 in Iran non furono mostrati in tv, ma “twittate”. Il mondo intero seguì attraverso twitter cosa stava succedendo, tanto che l’ashtag #iranelection è stato il trend di news più seguito del 2009. Altro anno, altra rivoluzione: quella in Egitto dove i ribelli anti-Mubarak riuscirono a darsi appuntamento per invadere piazza Tahrir proprio attraverso i messaggi su Twitter e Facebook. E anche in questo caso l’ashtag più seguito è stato inventato da una ragazza egiziana di 21 anni, ed era #jan25. Ma twitter è stato protagonista indiscusso anche nel dare notizie sul terremoto a l’Aquila del 7 aprile 2009 e, arrivando agli ultimi giorni, l’11 marzo 2011 è stato raggiunto il record di 6.939 cinguettii in un secondo, subito dopo il terremoto che ha devastato il Giappone.
Così tanto clamore da attirare l’attenzione della finanza che vorrebbe Twitter in borsa. Per ora, però, non se ne parla. Twitter deve ancora crescere, assicura Biz Stone, direttore creativo del sito, che dichiara “negli ultimi cinque anni abbiamo imparato a camminare, adesso stiamo per iniziare la scuola”.

Marianna Lepore

 
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