La censura della Rete

YouTubecensuratainTurchia260709Per i Turchi appassionati di Youtube potrebbe esserci qualche speranza di vedere nuovamente, e in modo legale, i tanti video ammirati in ogni parte del mondo. Il ministro dei trasporti e delle telecomunicazioni turco, Binali Yildirim, dovrebbe incontrare i dirigenti di YouTube proprio per discutere della possibile riapertura del sito.

Dall’aprile del 2008 il sito è stato censurato dalla magistratura per contrastare la diffusione di video e frasi che offendevano l’identità turca. I video incriminati oltraggiavano Mustafa Kemal Ataturk, padre della Turchia moderna, e non erano stati per nulla apprezzati dalle autorità.
Un video in particolare mostrava alcuni greci che insultavano la Turchia e accusavano di omosessualità il fondatore della nazione.
Una grave violazione dei codici per questo Paese: secondo l’art. 301 del codice penale turco, infatti, sono punibili penalmente tutti quegli atti che vanno a ledere l’immagine della nazione turca, a cominciare dal fondatore Mustafa Kemal, per i turchi Ataturk.
Proprio a causa dell’articolo 301 il premio Nobel del 2006, Orhan Pamuk, ha rischiato di essere condannato fino a tre anni di reclusione per aver dichiarato ad un giornale svizzero, ai margini della discussione sull’ingresso della Turchia in Europa, che nel suo paese sono stati uccisi trentamila curdi e milioni di armeni.  Le sue dichiarazioni avevano offeso il Paese e andavano quindi punite.

Già in passato su YouTube erano stati inseriti video poco graditi alle autorità, ma la loro semplice rimozione aveva convinto a riaprire la connessione verso il sito. Un ruolo importante l’aveva poi giocata la ribellione di alcuni blogger turchi, che grazie ad una vera e propria class action erano riusciti a far riaprire il sito, anche se per pochi giorni. Il nuovo inserimento di immagini offensive di Ataturk aveva poi fatto oscurare nuovamente quell’indirizzo. 
Ma come spesso capita in questi Paesi in cui convivono, tra mille difficoltà, un altissimo numero di giovani ormai occidentalizzati e un establishment filo governativa che vorrebbe mantenere saldi i valori tramandati da anni, tutti avevano trovato il modo per aggirare la legge. Grazie ad alcuni programmi speciali, in grado di criptare l’indirizzo IP, riuscivano ad accedere ugualmente ai servizi YuoTube.  
Un funzionario statale ha dichiarato come gli stessi uffici governativi possiedano questo tipo di software capace di aggirare l’oscuramento effettuato dalla compagnia Turk Telekom, e che non sia così difficile trovarne valide alternative.

Ora, in seguito all’incontro tra Bildrimi e i dirigenti YouTube si potrebbero aprire nuove speranze per gli appassionati del sito di video che vogliono rispettare la legge.
Anche se c’è chi sostiene che la censura non sia stata applicata per gli insulti ad Ataturk, ma per semplici motivi fiscali. Il governo turco vorrebbe, infatti, ottenere il pagamento delle tasse dalla compagnia californiana che, al momento, ha all’attivo 21 società con relativi soggetti fiscali in giro per il mondo ma non in Turchia.

Marianna Lepore

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