Buon compleanno, world wide web

TimBernersLeeVent’anni fa Tim Berners-Lee inventava il world wide web e rivoluzionava il mondo. Il ricercatore del Cern mise on-line la prima pagina web sotto forma di ipertesto per la divulgazione di dati scientifici. Doveva essere uno spazio comune per diffondere le informazioni a disposizione di tutti. Così Berners-Lee non brevetta la sua invenzione e non chiede compensi per utilizzarla, fedele all’idea che senza libertà la rete non esisterebbe. Sarebbe potuto diventare miliardario. Ma a distanza di 20 anni e molte pagine web aperte continua a credere che il sistema debba basarsi su standard aperti a tutti.

Tim Berners-Lee era oggi a Roma, al Tempio di Adriano, per Happy birthday Web, la festa di compleanno per celebrare i due decenni di internet. Grazie alla sua invenzione il mondo è decisamente cambiato: è stato rivoluzionato il mondo delle comunicazioni e il concetto stesso di “conversazione” tanto che le distanze fisiche, oggi, possono sembrare inesistenti grazie ai programmi che consentono di parlare, addirittura videoparlare, con chiunque anche all’altro capo del mondo.
“Lasciate che il web sia al servizio dell’umanità”  è sempre stato il motto di Berners-Lee e a distanza di venti anni il web è diventato sempre di più al servizio dell’umanità. Basti pensare al ruolo decisivo che ha avuto durante le rivolte dei Paesi arabi, che sarebbero state impossibili senza il passaparola in rete e soprattutto nei social network, o ancora alla censura continuamente applicata su internet in Cina, mezzo di informazione che potrebbe definitivamente cambiare anche quel Paese.
Oggi però era la giornata dedicata ai festeggiamenti, per l’evento Happybirthdayweb coordinato da Riccardo Luna, ex direttore di Wired Italia e collaboratore di Repubblica. E proprio in occasione di questa giornata, Tim Berners-Lee ha ricordato il vero problema su cui bisognerebbe focalizzare l’attenzione: “Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all’accesso al web e di diritto a non essere spiati. Internet deve restare gratis, aperto e neutrale”.
Un obiettivo che è ancora più valido nel nostro Paese visto che, proprio come Berners-Lee ha voluto ricordare, in Italia è connesso al web il 51% della popolazione, “un dato su cui bisogna lavorare, tutti devono far parte della società dell’informazione, perché il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perché aumenta l’efficienza e l’accessibilità ai dati, le persone che votano devono essere informate”.
Abbattere il Digital Divide è quindi l’invito del fisico che oggi lavora al MIT (Massachussets Institute of Tecnology) di Boston, convinto che nel caso dell’Italia il grande sforzo da fare sia quello di cercare di portare una banda larga minima a tutti e portare la Rete anche in quelle aree lontane dalle grandi città dove riuscire a stabilire una connessione internet è ancora molto difficile. Con evidenti problemi di integrazione e anche di possibilità di crescita della popolazione stessa. Oggi, grazie al world wide web possiamo comunicare con tutti, cercare informazioni, pagare le tasse, cercare un lavoro o anche solo approfittare di questa tecnologia per mostrare le nostre capacità, qualunque esse siano. Per questo Berners-Lee ha fondato “WebFoundation.org”, per combattere il divario digitale nel mondo e colmare l’abisso tra chi utilizza il web in modo efficace traendone vantaggi e chi non ha alcun tipo di collegamento.
Una giornata di festa, quella di oggi, che la sorte ha voluto essere nel pieno della caduta di un governo che, all’opposto della modernità, ha fatto la guerra proprio alla rete, dalla legge Pisanu al ddl ammazzablog: provvedimenti che si spera non tornino alla ribalta. Perché anche la Rete può essere di aiuto per uscire dalla crisi economica.

Marianna Lepore

 
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