Gourmet, addio

Gourmet_rivistachiudePer chi non ha mai riempito uno scatolone con i suoi oggetti personali, per chi non ha mai dovuto staccare foto o fogli da una parete, per chi non ha mai dovuto abbandonare un luogo di lavoro diventato una seconda casa, la chiusura di Gourmet, la bibbia delle riviste enogastronomiche del mondo, non significa assolutamente nulla.

Ma se avete dovuto dire addio a una scrivania che consideravate vostra, avete perso il lavoro adatto a voi e con questo non solo dei colleghi ma dei compagni di strada, allora la notizia vi riguarda.
La crisi mondiale con il conseguente crollo del mercato pubblicitario ha avuto molte vittime nel mondo, non solo in Italia. Alcuni quotidiani hanno chiuso, altri hanno solo rimandato la loro lenta agonia. Gourmet non ce l’ha fatta e ha dovuto chiudere i battenti.
Ma se il giornalismo è una professione che non ti abbandona mai, allora questo addio andava documentato. Così Kevin Demaria, art director del giornale, ha fotografato gli ultimi giorni di Gourmet e ha pubblicato questi scatti in un blog, Last Days of Gourmet.
“Sapevo che dovevo doc umentare il posto in cui mi è piaciuto lavorare negli ultimi 8 anni”. Così le foto si soffermano sul cestino della carta pienissimo, sulle scrivanie ordinate, sugli spazi vuoti lasciati sulle pareti, sulle stanze sempre più vuote e disordinate, piene di scatoloni impilati e con pochi superstiti davanti ai computer. Una cronaca perfetta di questi ultimi mesi in cui moltissime persone, in giro per il mondo, hanno perso il proprio posto di lavoro.
La notizia della chiusura di Gourmet era già stata data dal New York Times, che aveva accolto con stupore la fine di un settimanale che sopravviveva dal lontano Gennaio del 1941. Le casalinghe americane sfoglieranno ancora più attentamente quest’ultimo numero che riuscirà, per fortuna, ad accompagnarle nel pranzo di Thanksgiving. Ma sono in tante a chiedersi come affronteranno le prossime festività senza nuovi suggerimenti. “E’ un’icona della cultura americana” hanno detto alcuni sostenitori. Il giornale, però, non scomparirà e il suo archivio sarà donato interamente alla New York Public Library o ad una università.
Intanto su facebook il gruppo su Gourmet Magazine inizia a riscuotere le prime lamentele dei lettori che cercano di capire se possono fare qualcosa per far riaprire il settimanale.
Ma Gourmet Magazine a dicembre non uscirà nelle edicole. E per allora i suoi lettori, forse, avranno iniziato a fidarsi di altre riviste. Ora non resta che godersi la poesia di questi scatti fotografici, sperando che la crisi economica non continui a fare vittime.

Marianna Lepore


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