Eppela, il sito che finanzia le tue idee

eppela_crowdfundingIn poco più di tre mesi è riuscito già a realizzare i progetti di alcuni giovani italiani e promette di farlo per molti altri ancora. Se avete un sogno nel cassetto ma soprattutto un’idea convincente da realizzare e nonostante la crisi economica siete intenzionati a provarci fino alla fine, allora Eppela è quello che fa per voi. Si tratta di una piattaforma per il crowdfunding, ovvero la raccolta del capitale iniziale per dare vita a un progetto che il pubblico ritiene valga la pena far decollare.

Così, proprio grazie ai piccoli finanziamenti degli internauti, il portale ha già raggiunto i suoi primi risultati e due progetti stanno prendendo il via: un cortometraggio scritto da due giovani sceneggiatrici e le creazioni eco di una ragazza livornese. Non si sta parlando di cifre basse, prestiti che vanno in qualche modo restituiti, ma di soldi sonanti: al momento 5.104€ per l’idea Chiaralascura e 4.308€ per il cortometraggio Quell’estate al mare.  Un grande successo per entrambi, visto che il finanziamento richiesto era di 5mila e 4mila euro, quindi largamente superato. Chi è Chiaralascura? È Chiara Meloni, livornese, precaria dopo laurea, master e stage, percorso ormai obbligatorio in qualunque settore. Un’idea, però, ce l’ha: produrre gadget e abiti vegani, fatti usando materiali che non fanno male all’ambiente. Il finanziamento l’ha chiesto per produrre la sua nuova mini-collezione e confezionare spille, t-shirt, grembiuli tutti organici ed ecologici. Ce l’ha fatta ed è riuscita a sfruttare la Rete e a salvarsi dal precariato.
Chiaralascura, però, non è sola, come lei molti altri giovani avranno delle idee vincenti e allora a questo punto tentare non nuoce. Basta creare un progetto, fissare un budget minimo per realizzarlo e una data di scadenza entro cui raccogliere la cifra. Poi si sottopone tutto alla community di Eppala e inizia la diffusione della notizia attraverso il sito proponendo uno scambio. È questo il vero segreto per attirare il pubblico: l’idea può essere vincente ma per convincere definitivamente serve “l’aiutino”. Ovvero una ricompensa a quanti hanno voluto sostenere il progetto: può essere un biglietto, un cd, un abito, un libro o semplicemente un’emozione. Sarà il pubblico a decidere se val la pena investire. Per i finanziamenti più bassi, si può partire anche da due euro, ci sono i ringraziamenti pubblici, sui blog, sui social network o qualche mini regalo. Più si sale con la cifra più i ringraziamenti diventano sostanziosi: mail di ringraziamento, gadget, buoni in denaro da spendere in rete o biglietti per guardare lo spettacolo teatrale realizzato anche con i propri soldi, solo per fare un esempio. Se il progetto riesce ad avere successo e arriva al traguardo fissato, la raccolta fondi può continuare fino alla scadenza stabilita, senza limiti. Poi l’ideatore otterrà la somma raggiunta a cui il sito sottrarrà il 5% dei finanziamenti (è così che si mantiene). Se invece non si raggiunge il traguardo nel tempo stabilito, il progetto è chiuso e nessuno perde nulla perché chi ha fatto un’offerta ritornerà in possesso della cifra investita.  
Per avere successo conta sicuramente l’idea iniziale, ma bisogna soprattutto utilizzare al meglio il marketing virale e quindi sfruttare la rete e tutti i social network per convincere chiunque a sostenere il proprio progetto e a trasformarsi a sua volta in sponsor. È quello che ha fatto anche il sito Eppela che è partito con un capitale iniziale ma ha poi raccolto oltre 12mila euro investendo proprio su se stessa e “ringraziando” i suoi sostenitori partendo da una mail per le offerte di 10euro fino ad arrivare a tutta una serie di bonus, anche in denaro, per una donazione da mille euro in su.
Il sito offre un’opportunità per molti giovani cui la crisi odierna ha tagliato le gambe, ma non è nemmeno l’unico nel suo genere. Negli Stati Uniti, ad esempio, c’è Kickstarter che ha finanziato l’anti Facebook, o USA Projects che punta sul settore culturale. In Italia, invece, c’è YouCapital che finanzia le inchieste dei giornalisti che alle spalle non hanno redazioni importanti. Esempi diversi di come la rete possa in alcuni casi cambiare la vita di qualcuno. Perché le buone idee, le nuove idee, meritano spazio. Soprattutto oggi.

Marianna Lepore

 
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