La sfida del dominio .eco

nuovo dominio punto eco

Nel 2010 apparirà su internet il dominio .eco, che dovrebbe essere utilizzato dalle associazioni ecologiste o dalle aziende che si occupano di fonti rinnovabili o di altri prodotti senza impatto ambientale. Ma due diversi gruppi ecologisti sono in competizione per avere il controllo del nuovo dominio, con due filosofie abbastanza diverse.

Il gruppo californiano Dot Eco ha il supporto dell’ex vicepresidente americano Al Gore. L’intenzione del gruppo è quella di vendere i domini .eco a chiunque li voglia comprare e poi di utilizzare parte del ricavato, fino al 57%, per finanziare organizzazioni ambientaliste. L’idea potrebbe rendere Dot Eco uno dei maggiori finanziatori mondiali delle associazioni per la protezione dell’ambiente. Il secondo gruppo invece, la canadese Big Room, che ha il supporto dell’ex presidente russo Mikhail Gorbaciov e del Wwf, vorrebbe controllare il dominio .eco per concederlo soltanto ad organizzazioni ambientaliste e alle aziende che dimostrino di avere rispetto e interesse per la protezione ambientale. In tal caso però i costi di gestione sarebbero superiori e quindi anche i ricavi, e Big Room potrebbe poi destinare a progetti ambientali solo il 25% circa dei suoi guadagni. E’ possibile che alla fine i due gruppi trovino un compromesso e si mettano d’accordo. La nascita del dominio .eco è resa possibile dalle nuove regole decise dall’Icann, l’ente che gestisce i domini su internet. Le aziende potranno creare domini con il nome del loro marchio e gli individui con il loro nome al posto dei classici .it, .com, .net, quindi oltre a .eco in futuro potranno nascere altri domini di primo livello a tema ambientale, come .green o .earth, ma solo se l’Icann approverà la loro creazione. 

Francesco Defferrari

 


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