La notte della Rete contro la censura su internet

NottereteOggi doveva essere l’ultimo giorno di totale libertà per la rete perché domani, 6 luglio, il Consiglio Agcom avrebbe dovuto approvare definitivamente una norma che avrebbe dato all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni la possibilità di intervenire sui contenuti illegali che violano il diritto d’autore in rete senza dover prima passare attraverso la sentenza di un giudice. La rete si è subito mobilitata, sono nate le proteste (stasera la più grande a Roma) e alla fine da ambienti Agcom si apprende che mercoledì non sarà una giornata conclusiva ma solo un’ulteriore tappa nella vicenda.

Il testo di cui stiamo parlando era stato approvato all’unanimità il 17 dicembre ed è una norma che non esiste in nessun Paese libero. L’allarme era stato lanciato da un gruppo di associazioni che avevano fatto una lunga campagna contro i rischi della delibera 668/2010. Il principio di fondo del testo, riduce infatti, in modo evidente la libertà di informazione perché l’Agcom avrà il potere di oscurare i siti web accusati di facilitare la pirateria. Senza passare da un regolare processo, ma solo a fronte di una segnalazione da parte di detentori di copyright.
In seguito a una denuncia, il gestore del sito colpevole di aver violato il diritto d’autore, avrebbe solo 48 ore per rimuovere il contenuto. In caso contrario l’Agcom potrebbe disporre entro 5 giorni un contraddittorio tra le parti e procedere con la cancellazione del contenuto. E sotto la lente dell’Agenzia finirebbero tutti: blog personali, pagine private, testate online. Basterà una minima violazione – pochi secondi di una canzone, pochi spezzoni di un film – per incorrere nelle sanzioni.
Dopo che la protesta contro questo provvedimento, complice anche l’attivismo dell’associazione Agora Digitale, si è diffusa in rete e il sito dell’Agcom ha anche subito attacchi informatici ecco che dall’Agenzia è arrivata una parziale retromarcia. Domani sarà solo una di tante giornate di dibattito sul regolamento che “sarà sottoposto a una pubblica consultazione nella quale tutte le parti interessate potranno pronunciarsi con le loro proposte e i loro suggerimenti”.
Intanto, però, questa sera la protesta continuerà ad andare avanti, nonostante la parziale retromarcia dell’Agcom. Così blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si ritroveranno a Roma dalle 17.30 alle 21 alla Domus Talenti, in via delle Quattro Fontane, per una no-stop contro il provvedimento. ‘No al bavaglio a internet. La Notte della Rete’, questo il nome della protesta, potrà essere seguita anche sul sito del Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali.  
La legge che dovrebbe essere approvata è ancora più grave del previsto perché non solo prova a censurare qualsiasi cosa circoli in rete di dominio italiano, ma darebbe anche possibilità all’Agcom di intervenire sui siti stranieri. In questo caso è prevista «l’inibizione del nome del sito web ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».
Richard Stallman, guru della Rete libera, interviene sulla delibera anti-Internet dell’AgCom e lancia l’allarme affermando che è sbagliata perché mira a impedire agli utenti di condividere contenuti e molto probabilmente, a suo avviso, calpesterà i diritti degli utenti.
“Gli italiani usino quello che resta della loro democrazia per opporsi con tutte le forze a una norma voluta dal potere politico ed economico”, dichiara Stallman. Solo una nuova valanga di proteste può fermare, infatti, questo nuovo assalto alle nostre libertà. Su Avaaz è partita una petizione che ha raccolto più di 150mila firme e anche parte del mondo politico si è espresso in modo negativo contro questa delibera con Gianfranco Fini, presidente della Camera, che ha rivendicato al Parlamento il compito di legiferare su una materia così delicata.
L’obiettivo della delibera è bloccare l’informazione in rete perché, dopo i risultati dei referendum, è stato evidente a tutti come l’informazione attraverso internet possa avere risultati sorprendenti. E l’unico auspicio è che gli italiani riescano veramente a usare “quello che ci resta della democrazia” per contrastare il nuovo attacco alla nostra libertà.

Marianna lepore

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