Tanto rumore per nulla

Cavallo Rai

Vauro torna ad Annozero nella puntata di domani 23 aprile, con il permesso del Cda Rai. Non si capisce quindi per quale motivo lo abbiano sospeso per una settimana. Speravano di farla franca e poi hanno saggiamente fatto marcia indietro viste le proteste della società civile e di una parte dell’opposizione? (si intende la parte che fa opposizione). Oppure, chissà, anche nella maggioranza è rimasto un pò di liberalismo da qualche parte che, sebbene poco visibile, ogni tanto risorge e si rende conto che la censura non è liberale?

Il neo presidente della Rai Paolo Garimberti dichiara che “se la libertà di espressione va sempre e comunque tutelata, anche l’azienda e i telespettatori vanno tutelati dagli abusi di tale libertà”. 
Gli abusi della libertà di espressione in teoria sarebbero specifici reati previsti dal codice penale: ingiuria, diffamazione, vilipendio, eccettera. La satira e le vignette non sono previste come reati nel codice penale, e infatti se qualcuno avesse pensato che le vignette di Vauro potevano contenere un qualche tipo di reato lo avrebbe denunciato, e la magistratura avrebbe poi giudicato se la denuncia aveva merito o meno. E’ la magistratura l’istituto preposto a perseguire, se è il caso, gli abusi della libertà di espressione. Non la politica. Non i dirigenti televisivi. La censura della satira non dovrebbe essere prevista in un paese democratico, e infatti gli altri paesi democratici non la censurano. E’ il pubblico che deve giudicare se la satira è divertente o meno, se merita di essere vista o meno. E il pubblico non ha bisogno di tutele, si tutela da solo cambiando canale se non apprezza un programma. In Italia però abbiamo una lunga tradizione in merito a censura della satira, che comprende Dario Fo e Franca Rame, Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti e altri. E’ commovente quanto i politici italiani siano ansiosi di tutelare i telespettatori. O forse molte volte la satira denuncia con un sorriso amaro scomode verità e i politici italiani sono più che altro ansiosi di tutelare se stessi dalla verità? 
 
Francesco Defferrari 

 

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