C’è poco da ridere

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Vauro

Al Re piace ridere ma non piace che si rida di lui. Così quando qualche giullare fa una battuta che non piace al Re, lui fa sapere ai suoi cortigiani di essere dispiaciuto. E i cortigiani subito si attivano per eliminare il giullare. Eliminarlo dalla televisione, che per il Re, probabilmente per deformazione professionale da magnate dei media, è l’unico mondo che esiste.  E’ successo a Daniele Luttazzi, è successo a Sabina Guzzanti con il programma Raiot, è successo a molti altri comici che non sono piaciuti al Re. E anche a diversi giornalisti. Ora succede a Vauro Senesi, vignettista che con i suoi disegni chiudeva fino alla puntata del 9 aprile la trasmissione Annozero
Il conduttore, Michele Santoro, non può essere rimosso perché ha vinto una causa contro la Rai che lo aveva messo da parte dopo qualche trasmissione del 2001 che non era piaciuta al Re. Dunque, non potendo colpire lui, i cortigiani del Re hanno pensato bene di colpire chi collabora con lui. 
Le vignette di Vauro sul terremoto, in particolare quella “sull’aumento delle cubature, dei cimiteri”, che è stata usata come pretesto per il suo allontanamento, potrebbero non piacere a tutti. Ma piacciono al pubblico che segue Annozero. Quelli che non apprezzano una trasmissione o parte dei suoi contenuti potrebbero semplicemente non guardarla, invece che chiederne la censura. Ma lo stesso discorso valeva per tutti gli altri comici e per tutti i giornalisti che i cortigiani del Re hanno eliminato dalle televisioni nazionali. Quelle private, che appartengono al Re, e quelle pubbliche, che sono sempre ansiose di compiacerlo. 
E’ ormai stancante ripetere quanto tutto questo sia scandaloso, antidemocratico, illiberale, ignoto in ogni altro paese del mondo tranne le dittature più chiuse e retrograde. La vignetta di Vauro era una denuncia, forte e giusta, contro l’assurdità del cosidetto piano casa del governo, che avrebbe permesso l’aumento delle cubature degli immobili fino al 20%, in un paese a forte rischio sismico. Dopo il terremoto in Abruzzo si sono affrettati a correggerlo inserendo garanzie antisismiche che fino al giorno prima volevano eliminare. La satira fa ridere perché dice la verità, spesso in modo crudo e scandaloso. E’ per questo che viene censurata. Al Re non piace sentire la verità degli altri, lui se ne costruisce una personale, aiutato da innumerevoli cortigiani. Che si sono autoproclamati Popolo della Libertà. Ma non la libertà di chi non la pensa come loro e vorrebbe poter vedere in televisione i comici, i vignettisti e i giornalisti che vuole. 

Epurazioni e anatemi, 15 anni in tv all’ombra del Caudillo, di Marco Travaglio

Francesco Defferrari