Persuasori occulti

Televisione

Pare che il 69,3 % degli elettori italiani abbia utilizzato le «notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali per scegliere chi votare (durante la passata tornata elettorale ndr) ». Pare sempre che i tg rimangano la principale fonte di “ispirazione elettorale” per il 76% dei votanti meno istruiti, per il 78% dei pensionati e per il 74,1% delle casalinghe. Pare… perché è noto che ormai in Italia se un fatto non viene raccontato dai mezzi-busto di regime, non diventa notizia e cade nel dimenticatoio.

 Men che meno in questo caso, dove sul banco degli imputati ci sono proprio loro, gli strilloni del Minculpop governati dai vari Minzolini, Mimun, Fede e via dicendo. Percentuali spaventose snocciolate dal presidente dell’Autorità per le Comunicazioni Corrado Calabrò ieri durante un’audizione tenuta davanti alla Commissione per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Ovviamente sulla vicenda tutti gli organi di informazione hanno mantenuto il più stretto riserbo, in perfetto stile Goebbless. 
Troppo pericoloso dedicare a questa relazione un ottavo-nono posto in scaletta durante un tg o un box nelle pagine degli spettacoli di qualche quotidiano. Fatta eccezione per Repubblica ( che non gli ha dato comunque più di dieci righe) nessuno ha pensato bene di diffondere i dati contenuti in questa relazione sul rispetto della par condicio. Eppure sembra abbastanza importante
I dati, raccolti durante un’indagine dal Censis, parlano ancora di un 30,6% di italiani che si affiderebbe a programmi di approfondimento come Matrix e Porta a Porta per orientare il proprio voto. Una fetta di popolazione mediamente più istruita residente soprattutto nelle grandi città, ma non per questo immune dal rischio di “omologazione da ago ipodermico” al quale gli italiani sono esposti nell’allegro regime soft del re pappone Silvio Berlusconi. E ancora: il 24, 4 % degli elettori sceglierebbe chi votare affidandosi alla cenerentola carta stampata, mentre solo uno sparuto 2,3% userebbe Internet per acquisire notizie. 
Un solo dato per capire la gravità di quest’ultimo elemento: negli Stati Uniti, durante le elezioni che hanno portato alla Casa Bianca Obama, ben il 30% degli americani ha scelto la rete per informarsi e orientare il consenso. Cose dell’altro mondo. O semplicemente di un altro mondo, in cui la democrazia è partecipazione attiva e il controllo è demandato da sempre agli organi di informazione “cani da guardia del potere”. Qui in Italia dobbiamo accontentarci delle notizie edulcorate del Tg gossipparo del divo Mimun, delle nefandezze di Studio Aperto del Tg2 fascio-padano o del Tg1 dei servi della gleba targato Minzo. Lo stesso direttore che durante la campagna elettorale, nel pieno della bufera politica dovuta allo scandalo Tarantini-Berlusconi-escort-Noemi (e chi più ne ha più ne metta), ha pensato bene di omettere il tutto per non dover diffondere «ipotesi e chiacchiericci». 
Qualcuno avrebbe potuto svegliarsi, troppo pericoloso e il premier avrebbe rischiato di perdere lo zoccolo duro del suo consenso: proprio quel 70 % di persone che sceglie solo ed esclusivamente i tg per informarsi. Più che cani da guardia, pecore in mano ai lupi.

Valeria Calicchio


Citizen Berlusconi
, Alexander Stille, Euro. 15

Berlusconi, Paul Ginsborg, Euro. 9

Tutti i libri di Marco Travaglio

     

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>