Libertà di stampa in Italia

Manifesto FNSI 3 ottobre

Le reazioni alle prime due puntate di Annozero hanno reso molto evidente fino a che punto la libertà d’informazione sia in pericolo in Italia e quindi perché è necessaria una manifestazione per difenderla come quella del 3 ottobre a Roma. Il programma di Santoro ha semplicemente mostrato quello che tutti i giornali e le televisioni internazionali hanno riportato negli ultimi mesi: le dichiarazioni di Patrizia D’Addario e di Tarantini

In Italia nella televisione in chiaro non si era ancora visto niente del genere, e viene da chiedersi perché. Non certo perché non si tratta di una vicenda di interesse pubblico, ma perché il premier in carica controlla direttamente o indirettamente 5 televisioni nazionali su 7, le cinque più seguite, e decide cosa può andare in onda e cosa no. Infatti se fosse per lui Santoro e il suo programma, epurati nel 2001, non andrebbero in onda. Ma Santoro aveva un contratto con la Rai e una sentenza ha costretto l’azienda pubblica a riassumerlo. Cosa che comunque è avvenuta soltanto durante l’ultimo breve governo di centrosinistra.
Infatti oggi gli attacchi contro la stampa indipendente in Italia si moltiplicano. Contro tutti i programmi televisivi non allineati, contro i giornali, anche contro la rete e i blog.
Dopo la puntata di Annozero di ieri, 1 ottobre, il Presidente del Senato della Repubblica, la seconda carica dello stato, dichiara che “Siamo alla palese indecenza”. Ma per lui la palese indecenza non è il tentativo sistematico di censurare l’informazione da parte del premier, l’indecenza di cui parla è mostrare la verità in prima serata. Subito dopo la puntata del programma che ha osato far parlare Patrizia D’Addario e altre ragazze che sono state alle cene private di Berlusconi sulla principale tv pubblica italiana, Rai Uno, va in onda il programma di Bruno Vespa, un giornalista che non crede che la libertà di stampa sia in pericolo perché lui è molto amico del premier. Il programma di Vespa è molto più schierato e privo di contraddittorio di quello di Santoro e ormai tanto prevedibile nel suo appoggio al capo da perdere ascolti, eppure nessuno tenta di chiuderlo come si fa con i programmi che osano criticare Berlusconi o semplicemente analizzano i suoi comportamenti e le sue politiche.
La palese indecenza di questo paese non è quella parte dell’informazione che fa semplicemente quello che dovrebbero fare tutti i giornalisti del mondo, cercare la verità, ma quella parte che si è di fatto adattata alla dittatura mediatica di un uomo e della sua parte politica. La palese indecenza dell’Italia è un premier che in tutti i suoi governi ha realizzato ben poco dal punto di vista economico e politico ma in compenso ha all’attivo corruzione di testimoni giudiziari, vicinanza a personaggi indagati per mafia, comportamenti privati molto discutibili, tentativi di delegittimare e ostacolare la magistraturaleggi ad personam per sottrarsi ai processi, e nonostante tutto questo continua a governare.
Ma non continua a governare, come molti pensano e lui stesso dice, perché gli italiani lo amano così. Continua a governare perché ha fatto di tutto per censurare sistematicamente tutte le notizie scomode che lo riguardano. In un paese con un’informazione davvero libera Berlusconi non sarebbe mai diventato presidente del consiglio e certamente non sarebbe mai stato eletto per tre volte, perché tutti gli italiani saprebbero che su di lui pesano ombre che non possono essere tollerate in un capo di governo. Invece, grazie a 15 anni di censure e conflitto di interessi, molti italiani non lo sanno. Per questo la manifestazione del 3 ottobre è davvero necessaria, ma difficilmente basterà. Perché al governo dell’Italia c’è un uomo che teme la verità e fà di tutto per sopprimerla. 

Francesco Defferrari

L’Appello per la libertà di stampa in Italia

 

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