New York Times, presto in rete a pagamento

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nytimesapagamento110709Rupert Murdoch lo aveva pronosticato, scatenando un sacco di polemiche. Eppure aveva ragione. L’era delle informazioni on-line gratis si avvicina alla fine. Il magnate australiano dell’editoria aveva creato un putiferio internazionale, lo scorso maggio, quando lo aveva profetizzato.
A soli due mesi di distanza sembra dargli ragione anche il New York Times.

Il quotidiano statunitense, in forte crisi ormai in seguito ad un calo degli introiti pubblicitari, si prepara a far pagare l’accesso al suo sito. Scordatevi quindi di cliccare e navigare liberamente tra le news del giornale americano: a breve potreste farlo solo pagando.
L’idea sarebbe quella di chiedere ai propri lettori 5 dollari al mese che si ridurrebbero a 2,5 per gli abbonati al giornale cartaceo.
Secondo gli addetti ai lavori questa potrebbe essere l’unica alternativa per bloccare il crollo dei profitti del giornale cartaceo (dovuti soprattutto alla diminuzione degli investimenti pubblicitari) ed evitare quindi di chiudere, ipotesi che nessuno all’interno del giornale vuol prendere in considerazione.
Per il New York Times, però, non si tratta del primo esperimento in questa direzione. Già nel 2005 lanciò il «Times Select», che introduceva una tariffa per l’accesso ad alcune opinioni e commenti di sue star quali Thomas Friedman, Maureen Dowd, Frank Rich e Paul Krugman. Ma l’iniziativa naufragò a causa dei bassi introiti e nel 2007 l’editore Arthur Sulzberger Jr fu costretto a fare marcia indietro.

Ora, però, la situazione è diversa. Tormentato da una profonda crisi finanziaria e assillato dai debiti, il Times sarebbe pronto a riprovarci. L’ultima parola potrebbe spettare però ai lettori, invitati dal quotidiano a partecipare ad un sondaggio online per valutarne l’umore e non è detto che ricevendo molte opinioni negative l’editore non cambi nuovamente idea.
Il New York Times non sarebbe certo il primo giornale importante a prendere questa strada: già il Wall Street Journal e il Financial Times fanno infatti pagare la lettura sul web. Ma certo dopo aver difeso la lettura gratis delle notizie, la sua conversione potrebbe far discutere. E potrebbe anche essere l’inizio di una conversione generale. Quando, infatti, nel 2007 decise di offrire tutti i suoi contenuti gratuitamente, fu seguito a ruota da tutte le più importanti testate del mondo, e nulla garantisce che non succeda la stessa cosa anche questa volta.
Il quotidiano, quindi, è ora in attesa dell’opinione dei suoi lettori, ben consapevole che questo cambiamento significherà un drastico calo degli accessi, tanto da non vederlo più come il primo sito informativo degli USA. E a questo si sommerà anche il fatto che, calando il numero dei lettori, caleranno anche gli investimenti pubblicitari. Così gli abbonamenti dei lettori diventeranno decisivi.
Non resta che aspettare le prossime mosse del giornale americano, ma è certo che potrebbe iniziare una nuova fase per l’informazione accessibile a tutti su internet.

 
Marianna Lepore