Talk show, la Rai dice no

censuraRaiNiente da fare. Chi crede nella democrazia e nella libertà di espressione aveva sperato fino all’ultimo che la Rai decidesse di mandare in onda i talk show politici. Ieri, però, era arrivato il voto contrario del Cda (con votazione a maggioranza) e la decisione era passata alla Commissione di Vigilanza. Oggi la decisione finale: la maggioranza della bicamerale ha ritenuto di confermare l’attuale formulazione del regolamento

In parole semplici, vince la censura di Stato e i talk show politici restano lontani dagli schermi pubblici perché impossibilitati a rispettare la par condicio con il sistema proporzionale. Quindi si continuerà a non parlare di elezioni, ora che sono sempre più vicine. Si continuerà a tacere sui programmi, sui contenuti, sulla validità dei candidati. 
Le informazioni potranno darle solo i telegiornali di Stato e viste le ultime indagini in corso a Trani c’è da pensare che non saranno mai informazioni rispettose della par condicio. 
Dipenderà tutto dall’onesta intellettuale dei giornalisti e dei direttori. Ma in un’Italia che non è mai riuscita ad allontanare lo spettro della corruzione e della raccomandazione è difficile credere che i fatti saranno raccontati separati dai commenti, dalle opinioni personali.
La vicenda diventa sempre più grottesca: prima la sentenza del Tar che accoglie il ricorso di La7 e Sky contro il regolamento dell’Agcom, poi lo stesso cda Rai che mette nuovamente ai voti la delibera del 1 marzo che sospendeva la messa in onda di Ballarò, Annozero, Ultima parola e Porta a Porta, e non cambia di un millimetro la propria posizione. Infine il passaggio alla Commissione di Vigilanza, proprio da dove il presidente Sergio Zavoli aveva invitato a ripristinare i programmi di approfondimento. 

La Vigilanza, però, non è riuscita a cambiare nulla. Secondo alcune fonti, Zavoli avrebbe anche tentato un’estrema mediazione: votare un documento interpretativo del regolamento. E si erano alzate più voci che ricordavano come nella delibera della Vigilanza in realtà non c’è alcun obbligo a cancellare le trasmissioni di approfondimento informativo. E se non si vogliono prendere ad esempio le televisioni private si può prendere ad esempio la radio dove, proprio sui canali Rai, continuano i programmi politici, senza che nessuno protesti.
La maggioranza della Commissione di Vigilanza è rimasta, però, compatta sulla decisione dell’oscurantismo.
Forse è vero quello che afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: “Il regime ha paura. Ha paura della verità e dell’informazione libera. L’unica risposta possibile per i gerarchi del fascismo mediatico è la censura”.
Ma a chi vuole capire qualcosa di questa campagna elettorale, quali programmi restano? A parte quelli di La7 e Sky (che hanno ripreso le loro trasmissioni), c’è la rete a fare da salvagente. Su Corriere.it c’è Mentana condicio, il talk show condotto da Enrico Mentana che, tra i vari ospiti, ha avuto anche Giovanni Floris. Il giornalista momentaneamente oscurato ha ricordato che “non esiste un momento in cui scompare tutta la libertà: esistono tanti piccoli momenti in cui un piccolo spicchio di libertà viene tolto.”
Agli stessi microfoni Floris ha confermato il via, domani da Torino, di “Il Giro d’Italia 4×4”, il talk show itinerante che avrà quattro appuntamenti. Quattro come le puntate saltate di Ballarò. Si parte domani a Torino con un faccia a faccia tra i candidati Mercedes Bresso e Roberto Cota, alle 11 nella sede dell’Associazione Stampa Subalpina che promuove l’evento insieme alla Federazione Nazionale della Stampa. Il confronto sarà trasmesso da Rete Sette Torino (sul canale 846 di Sky) in differita alle 19,15 di domani e in replica alle 7,25 di giovedì e sarà rilanciato da Repubblica Tv, dal sito Repubblica.it e dal sito della FNSI.
Le altre tappe saranno domenica 21 a l’Aquila, con un confronto con la società civile e la partecipazione del sindaco Massimo Cialente, poi Roma il 22 marzo con un faccia a faccia tra Eugenio Scalfari e Pierluigi Battista sul rapporto tra comunicazioni, istituzioni e giornalismo. Infine Cosenza, il 24 marzo, con i giovani che parleranno sul tema “futuro e Mezzogiorno”.

Marianna Lepore

 
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