Maniaci: l’abusivo del video

pinomaniaci290509Non ha il tesserino da giornalista eppure ogni giorno rischia la propria vita per dare notizie che altrimenti passerebbero in silenzio. E’ Pino Maniaci conduttore di ‘Telejato notizie’ che pochi giorni fa ha ricevuto il I Premio Legalità, manifestazione organizzata dall’amministrazione della città di Partinico, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci.

Il Premio è stato dato per il riscatto e la rivincita dello Stato sulla mafia e ha definito il lavoro di Maniaci con la sua Telejato come una “risorsa libera, documentata e coraggiosa di un’emittente televisiva antimafia che è oggi esempio positivo per la nostra Città, la Sicilia e tutto il Paese”.
Il segretario dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha definito le motivazioni del Premio come la più “importante tessera che chi opera nel mondo dell’informazione può sperare di avere”. La frase è molto importante soprattutto in questi giorni in cui Maniaci è stato rinviato a giudizio per aver fatto il giornalista senza il tesserino. Il direttore di Telejato conduce, infatti, il telegiornale pur non essendosi mai registrato nemmeno nell’elenco dei praticanti giornalisti. Poco importa che ogni giorno denunci la mafia, che abbia subito un pestaggio e che sia stato querelato 200 volte. L’importante è che abbia svolto le sue inchieste senza il tesserino.

Così il 30 marzo 2009 è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista nonostante già il 10 luglio del 2008 fosse stato assolto con formula piena in un altro processo con la stessa accusa perché “il fatto non sussisteva”.
“Tutto nasce da una denuncia anonima fatta in realtà da un collega invidioso della mia popolarità” ha commentato Maniaci a suo tempo in un’intervista al Corriere. La denuncia è alquanto incredibile perché Maniaci ha ricevuto la tessera onoraria in seguito ad alcune aggressioni. E la stessa figlia di Pino, Letizia Maniaci,  è stata insignita nel 2005 del premio Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente per le inchieste che svolge nella piccola televisione.
Per esortare Pino a non mollare, varie organizzazioni e associazioni hanno promosso l’iniziativa “Siamo tutti Pino Maniaci” per dargli sostegno il 26 giugno, giorno della nuova udienza presso la sezione distaccata del tribunale di Partinico.
Che sia giusto o sbagliato il comportamento di Maniaci sarà un tribunale a stabilirlo. Ma bisogna ricordare che per denunciare gli abusi della mafia, come tanti altri giornalisti hanno fatto e continuano a fare, è stato pestato dal figlio di un boss mafioso, ha visto la sua macchina incendiata ed è sotto tutela da parte dei carabinieri. Peccato non abbia il tesserino.

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Marianna Lepore

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