La legge bavaglio è pronta

Manifestazione contro la legge a RomaLa “Legge bavaglio” potrebbe diventare presto realtà. Era stata proposta dal governo già l’anno scorso, ma poi accantonata. Il suo scopo non è cambiato: è quello di proteggere i politici corrotti e collusi con le mafie. Non c’è altro motivo per impedire a giornali, tv ed editori di libri la pubblicazione delle intercettazioni al centro di procedimenti giudiziari. Con questa legge tutti gli scandali emersi in Italia negli ultimi decenni sarebbero rimasti ignoti al pubblico.

Ma l’obiettivo ovviamente non è tanto quello di mettere a tacere gli scandali passati ma piuttosto quelli futuri. La classe politica italiana è ben cosciente di essere profondamente corrotta e quindi vuole mettersi al riparo dalle attenzioni dell’informazione libera.
Informazione che in Italia in realtà è soltanto parzialmente libera, come hanno denunciato organismi internazionali che controllano la libertà di stampa, come Freedom House e Reporters Sans Frontieres. Gran parte dell’informazione in fatti è in mano al governo o perché appartiene appunto al Premier in carica o perché il governo la controlla, come nel caso del Tg1 dove una delle giornaliste più note, Maria Luisa Busi, ha infatti deciso di lasciare la conduzione per non essere il volto di un’informazione esplicitamente di parte. O il caso di Michele Santoro, costretto a lasciare la Rai dove deve sopportare un clima insostenibile di ostacoli e intimidazioni, anche se conduce una delle trasmissioni più redditizie per l’azienda, perché si ostina a voler raccontare la realtà. Come Rainews24, oscurata sul digitale terrestre perché non abbastanza allineata alla volontà del governo. 
Ma il controllo dell’informazione non basta ai politici italiani, che vogliono anche spezzare le gambe alla poca informazione libera rimasta. Infatti, anche se Berlusconi vince lo stesso le elezioni nonostante i suoi infiniti scandali e misfatti, perché la maggioranza degli italiani di tutti questi scandali viene a sapere poco o niente, c’è sempre una buona fetta di opinione pubblica che viene a sapere troppo, e bisogna trovare il modo per impedire che questo accada. Un’idea che in fondo piace anche a una buona fetta della cosiddetta opposizione, non certo immune da scandali e malaffare.
La legge quindi è pronta per essere varata, un’altra mazzata su quel che resta della libertà di stampa in Italia. Sperare nell’opposizione in Parlamento o nel Presidente della Repubblica sembra un pò ingenuo. Bisogna sperare che serva a qualcosa la protesta dei cittadini contro questa legge, o che una parte della maggioranza abbia ancora una coscienza, o magari l’ammonimento del sottosegretario alla giustizia degli Stati Uniti, Lenny Brauer, giustamente preoccupato per il gigantesco regalo che questa legge farà alle mafie e ai criminali comuni. Ma se la legge passerà così come è stata concepita allora l’informazione in Italia, anche sul web, non potrà più raccontare la realtà, lasciando campo libero alle macchine della propaganda governativa come l’attuale Tg1 di Minzolini.

La petizione online contro la Legge Bavaglio
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Francesco Defferrari

 
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