L’Italia vista dall’estero

NewsweekBerlusconiTutti i Paesi visti da lontano sembrano incomprensibili, soprattutto se visti analizzando i loro leader. A un italiano, ad esempio, sembrerà strano l’attaccamento degli inglesi verso i reali o le scenette d’affetto che il presidente degli Stati Uniti e consorte (non solo Obama, ma anche Bush o il fedifrago Clinton) mettono in scena ogni volta che salgono o scendono da un aereo. Quello che invece gli stranieri non capiscono dell’Italia è come sia possibile, con tutto quello che succede, che Berlusconi sia ancora premier.

Non è solo un problema politico. Il nostro Paese, a chi guarda dall’esterno, sembra veramente incomprensibile. Perché è come se non fosse mai entrato nel ventunesimo secolo. E non è solo la libertà di stampa a far studiare il caso Italia. Ma è anche il ruolo della donna a far aprire gli occhi su dove stia finendo il Belpaese. Secondo il rapporto 2010 del World Economic Forum sul Gender Gap (sul divario di opportunità tra uomini e donne) che prende in esame 134 nazioni, l’Italia è al 74esimo posto nella classifica delle pari opportunità, dietro la Colombia, il Perù e il Vietnam.
Un interessante articolo pubblicato alcuni giorni fa sul Newsweek (il settimanale americano che si è recentemente fuso con il sito Daily Beast) porta nuovamente alla ribalta la situazione femminile in Italia. Per raccontarla approfitta di un paio d’ore passate davanti alla televisione italiana di un suo giornalista. In particolare davanti al programma televisivo Striscia la notizia, che descrive in modo implacabile. Una donna striscia sul pavimento indossando un costume di paillettes con una scollatura profondissima e il tanga. Il conduttore ciondola dell’aglio davanti alla faccia della giovane. “Dai, girati, fammi dare un’occhiatina”, dice alla giovane e l’altro conduttore le tocca il sedere.
Questo è il prime time in Italia, sentenzia l’articolo che analizza il nostro paese. In cui Berlusconi è il perfetto premier di una società sessista, in cui i media continuamente ricordano che gli uomini sono uomini e le donne sono delle bambole sessuali.  Ecco spiegato perché, nonostante negli altri paesi europei ci sia una parità tra i sessi crescente, da noi il traguardo delle pari opportunità è ancora molto lontano. Una società dominata dai maschi, così occupati a comandare dal non partecipare alla vita domestica. Tanto che le donne italiane spendono molto più tempo delle loro colleghe europee in lavori domestici.
E sarebbe proprio questa poca collaborazione maschile che poi incide sul tempo e sulla qualità del lavoro delle donne, costrette a lavorare così tanto (dentro e fuori casa) da decidere molto spesso di abbandonare il lavoro dopo una gravidanza. E certo non può un governo il cui maggior rappresentante consiglia ad una giovane di “cercare un buon marito” come investimento per il futuro, fare qualcosa per le donne.
Il settimanale analizza la società italiana anche con un altro articolo a firma di Jacopo Barigazzi, in cui si ricorda anche il recente crollo di Pompei che tanto rumore ha fatto sui giornali stranieri. E prende spunto dalla non ammissione di alcuna colpa del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, per concludere che così funziona il governo italiano: “Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione verso un paese che si sbriciola.” Perché i leader politici italiani sono troppo occupati a schierarsi con o contro Berlusconi per risolvere i problemi del paese. Ed è il Guardian a trovare l’unica soluzione: una de-Berlusconizzazione, un tentativo di ritorno alla realtà dopo 20 anni di lavaggio del cervello televisivo. Ma è probabile che la strada sarà ancora molto lunga.

Marianna Lepore

 
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