Al-Jazeera e la scelta dell’abito

Joumana_NammourAlJazeeraQuando è nata Al-Jazeera ha rivoluzionato completamente il mondo arabo dell’audiovisivo e in quasi 15 anni ha conquistato sempre più telespettatori in giro per il mondo. Anche perché spesso era l’unica emittente che potesse fare da tramite tra il mondo arabo e il mondo occidentale. Negli ultimi anni, però, ci sarebbe stata una svolta sempre più islamica nel riportare alcune notizie e nell’esigere dalle proprie giornaliste alcuni comportamenti. Così in cinque hanno presentato in blocco le dimissioni.

Joumana Nammour (nella foto), Lina Zahr al-Din, Julnar Moussa, Luna al-Shibl, Nawfar Afli si sono dimesse dalla sede del Qatar di Al-Jazeera “non solo per la pressione che sempre di più viene esercitata sulle conduttrici riguardo il codice di abbigliamento, ma per conflitti più profondi”.

Questa è la dichiarazione ufficiale. Alcuni mesi fa, però, era stata avviata un’inchiesta interna dopo che otto giornaliste avevano firmato una denuncia ufficiale contro Ayman Jaballah, un vicedirettore noto per le sue idee conservatrici e i suoi legami con la Fratellanza Musulmana, scrive il quotidiano libanese As-Safir. Le giornaliste avevano ricevuto molte critiche sul loro modo di vestirsi, ritenuto inadeguato. L’indagine ha concluso che è diritto dell’azienda stabilire il look dei presentatori. Così alle cinque giornaliste non è rimasto che presentare le dimissioni. Lina Zahreddin, una delle dimissionarie, ha dichiarato che nella redazione “c’è qualcosa che non funziona” e non è solo la politica editoriale. “Ci sono dei comportamenti inaccettabili da parte di un superiore verso i dipendenti”.
Le giornaliste hanno dovuto sopportare per mesi osservazioni offensive che andavano al di là dell’ambito professionale e morale. Spesso nelle redazioni giornalistiche il maschilismo e le frasi fuori posto nei confronti delle donne non sono, purtroppo, una novità. In questo caso le offese erano principalmente dirette al trucco pesante e ai capelli non coperti delle cinque donne, comportamento diverso da molte altre conduttrici di Al-Jazeera.
Così piuttosto che sottostare ai dettami imposti dalla dirigenza, alla fine sono arrivate le dimissioni. La notizia è subito rimbalzata sui blog arabi, che raccontano come la nuova dirigenza abbia simpatie Islamiche e stia cercando di imporre “una sola visione politica e ideologica” nella redazione centrale del telegiornale.
Nata nel 1996, Al-Jazeera ha rinnovato il panorama dei media arabi ma negli ultimi tempi la sua linea editoriale è completamente cambiata, con un orientamento sempre più islamico soprattutto per le notizie che arrivano dal Medio Oriente. La direzione non ha voluto fare alcun commento sulle dimissioni, anche se una fonte interna ha confermato che da alcuni mesi è entrato in vigore un “codice di abbigliamento” che invita le conduttrici a non usare troppo trucco, ma non impone il velo.
Una delle giornaliste dimissionarie spiega che tutto questo è il frutto del rancore accumulato negli ultimi cinque o sei anni e “causato da una politica che non rispetta le norme professionali, dove il dipendente non viene considerato sulla base della sua esperienza ma sulla base degli umori di alcuni responsabili”.
Se il motivo reale del licenziamento sia il trucco o il velo, forse non è importante. Perché, a qualsiasi latitudine, sono sempre le donne a subire le scelte degli uomini.

Marianna Lepore

 
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