Henghameh Shahidi torna libera

ShahidiliberataIeri Henghameh Shahidi, giornalista iraniana in prigione dal 30 giugno scorso, era stata ricoverata nella clinica del carcere di Evin, a Teheran, perché le sue condizioni di salute (dopo sette giorni di sciopero della fame e dei medicinali) si erano aggravate ulteriormente. Oggi la donna è stata liberata dopo il pagamento di una cauzione di 9 milioni di tomans (circa otto mila euro).

Reporters Withouth Borders aveva pubblicamente lanciato l’allarme sulle condizioni di salute della donna, rese ancora più precarie dopo una settimana senza cibo. Stesso allarme lanciato per le condizioni di Fariba Pajooh, anche lei molto malata. “Sono state rinchiuse entrambe in isolamento e la maggior parte dei loro diritti fondamentali, compreso quello di visita delle loro famiglie o del loro avvocato, non sono stati rispettati.”
Henghamen Shahidi ha passato 121 giorni nella prigione di Evin dopo essere stata arrestata subito dopo le ultime elezioni in Iran. Anche lei, come molti altri iraniani soprattutto giovani, era scesa in piazza per manifestare contro il regime. Dei 121 giorni in carcere, ben 50 sono stati in totale isolamento. Shahidi è stata sottoposta a intense torture e maltrattamenti durante la sua prigionia.
La donna, che da una settimana non ingeriva cibo, sarà ora curata in ospedale anche perché nell’ultima settimana non ha nemmeno preso le sue abituali medicine: 28 pillole quotidiane per curare malattie cardiache e gravi tensioni mentali ed emotive.

Secondo il sito Norouz, Shahidi aveva lavorato per il quotidiano Eternad-e Melli, di proprietà del riformista Mehdi Karroubi, ed era stata anche suo consigliere per elezioni del 12 giugno scorso. La sua liberazione è arrivata prima che si riuscisse a capire se il suo arresto era avvenuto perché era una giornalista o per le sue attività politiche. Scriveva ed era editore del blog Paineveste.
Ora, dopo la sua liberazione, si aprono nuove speranze anche sulla sorte di Fariba Pajooh, giornalista per diversi quotidiani riformista ed editore del blog After the Rain. Anche Fariba ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua continua prigionia, rinnovata per la terza volta dopo due mesi di custodia cautelare. E le sue condizioni di salute, già precarie a causa di una forte ulcera, ora sono sempre più delicate.

Marianna Lepore

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