Nemico della libertà

Il sito inglese di Reporters sans Frontieres

Reporters Sans Frontieres, giornalisti senza frontiere, la più nota associazione che si occupa della libertà di stampa nel mondo, apre oggi il proprio sito web con l’immagine di Berlusconi. L’articolo che segue spiega che l’associazione chiede al premier di smetterla di attaccare la stampa e che, se questo non accadrà, il capo del governo italiano verrà aggiunto alla lista dei “predatori della libertà di stampa“. Si tratta di capi di governo o organizzazioni che nel mondo attaccano la libertà di informazione. 

Tra di loro ci sono Gheddafi, che infatti ha ottimi rapporti con il nostro premier, il dittatore iraniano Ahmadinejad, l’organizzazione terrorista e fondamentalista somala Al Shabaab, altri dittatori e monarchi assoluti come il Re Saudita, Il presidente dell’Eritrea, il presidente della Biellorussia. Berlusconi sarebbe il primo e l’unico leader dell’Unione Europea presente in questa lista. Reporters sans Frontieres ha anche dichiarato che l’Italia sarà probabilmente ultima tra i paesi dell’Unione Europea nel rapporto annuale dell’associazione sulla libertà di stampa nel mondo.
“Non contento di imporre alla televisione pubblica e ai suoi canali televisivi una visione edulcorata e positiva delle sue attività, oggi il Presidente del Consiglio vuole anche controllare la linea editoriale dei media indipendenti italiani e internazionali”, “Silvio Berlusconi è stato eletto dal popolo italiano e questo gli dà certamente il diritto di governare, ma il suo importante ruolo comporta anche stringenti doveri: in primis quello di rispettare la Carta Europea dei diritti fondamentali che sancisce chiaramente, nel suo articolo 11, il rispetto della libertà di stampa. Oggi questa esigenza democratica è seriamente a rischio in Italia. Ma Silvio Berlusconi non agisce solo e trova consensi e appoggi nella sua maggioranza, in quei deputati e senatori che dovrebbero in teoria proteggere i principi sanciti dalla Costituzione italiana”. “Alcuni capi di Stato autoritari che privilegiano la censura alla libertà di espressione potrebbero evocare il caso italiano per legittimare le loro decisioni. Le azioni di Silvio Berlusconi, infatti, non solo mettono a repentaglio la sua credibilità, ma anche quella dell’Unione Europea. L’Europa non può permettersi il lusso di denunciare comportamenti politici inaccettabili in paesi al di fuori delle proprie frontiere e, al contempo, tollerare “eccezioni” nei suoi Stati membri”.
Non è soltanto Reporters sans Frontieres a prendere posizione per la libertà di stampa in Italia nel giorno della manifestazione: i giornali di tutto il mondo parlano delle dichiarazioni di Patrizia D’Addario ad Annozero, dove ha detto che Berlusconi sapeva che lei e altre ragazze presenti alle feste erano escort, e della manifestazione di oggi per la libertà di stampa. L’Economist, da sempre molto critico nei confronti del premier e del suo conflitto di interessi, ha scritto che “Era dai tempi di Mussolini che un governo italiano non interferiva con i media in modo così sfacciato e allarmante. I giornalisti, e gli altri italiani, hanno tutte le ragioni per protestare”. 

Francesco Defferrari 

 L’Appello per la libertà di stampa in Italia

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